Passione

Aforismi

Legge

"La legge non ammette ignoranza". E non è giusto. Perché, secondo me, allora, la legge non ammette tre quarti di popolazione.
"La legge è uguale per tutti" è una bella frase che rincuora il povero, quando la vede scritta sopra le teste dei giudici, sulla parete di fondo delle aule giudiziarie; ma quando si accorge che, per invocar la uguaglianza della legge a sua difesa, è indispensabile l'aiuto di quella ricchezza che egli non ha, allora quella frase gli sembra una beffa alla sua miseria.
A vergogna degli uomini, si sa che le leggi del gioco sono le sole che dappertutto siano giuste, chiare, inviolabili e osservate.
Al rispetto spesso sconsiderato per le antiche leggi, le antiche usanze e l’antica religione dobbiamo tutto il male di questo mondo.
Alcune leggi dello stato mirate a contenere la criminalità sono ancor più criminali.
Allo stato naturale... tutti gli uomini nascono uguali, ma non possono continuare in questa uguaglianza. La società gliela fa perdere, ed essi la recuperano solo con la protezione della legge.
Anche quando le leggi sono scritte non dovrebbero mai rimanere immutate.
Bisogna che la legge sia severa e gli uomini indulgenti.
Bisogna essere onesti per vivere fuori dalla legge.
C'è pochissima vera libertà nel mondo: La legge, il costume, l'opinione pubblica, il timore o la vergogna ci rendono tutti schiavi.
Che cosa vuol dire libertà, che cosa vuol dire democrazia? Vuol dire prima di tutto fiducia del popolo nelle sue leggi: che il popolo senta le leggi dello Stato come le sue leggi, come scaturite dalla sua coscienza, non come imposte dall’alto.
Che ogni legge sia chiara, uniforme e precisa: interpretarla porta quasi sempre a corromperla.
Che solo pochi, in qualsiasi circostanza, protestino contro l'ingiustizia di leggi ed usanze da lungo stabilite, non è prova del fatto che non vi sia oppressione, mentre la soddisfazione dei molti, se reale, prova soltanto la loro apatia e il loro profondo degrado.
Chi dà quello che spetta a ciascuno per timore della pena capitale agisce dietro comando altrui e costretto dalla paura di un male, né può chiamarsi giusto; mentre chi attribuisce a ciascuno il suo perché conosce la vera ragione delle leggi e la loro necessità agisce con coerenza e secondo decisione propria, non altrui, e perciò è a buon diritto chiamato giusto.
Chi ha fatto la legge deve essere il primo a ubbidire alla legge.
Chi ricerca nei fatti l'influenza reale esercitata dalle leggi sulla sorte dell'umanità è esposto a grandi delusioni, perché non vi è niente di più difficile da valutare di un fatto.
Chi ricorre alla legge tiene un lupo per le orecchie.
Chi rincorre avidamente tesori non conosce il rispetto della legge, la soggezione e la vergogna.
Chi volge altrove l'orecchio per non ascoltare la legge, anche la sua preghiera è in abominio.
Chiunque si arroga il diritto di non rispettare la legge sbagliata autorizza gli altri a non rispettare quelle valide.
Ci sono tre tipi di leggi: le leggi divine, le leggi umane e le leggi sulle società.
Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.
Ci è stato insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.
Combattere a difesa della legge è necessario, per il popolo, proprio come a difesa delle mura.
Come le leggi inutili indeboliscono le leggi necessarie, quelle che si possono eludere indeboliscono la legislazione.
Come, quand'è perfetto, l'uomo è la migliore delle creature, così pure, quando si stacca dalla legge e dalla giustizia, è la peggiore di tutte.
Con cattive leggi e buoni funzionari si può pur sempre governare. Ma con cattivi funzionari le buone leggi non servono a niente.
Con chi sta fermo il tempo? Con gli uomini di legge quando sono in ferie, perché essi dormono fra una sessione e l'altra, e non s'accorgono che il tempo si muove.
Cosa possono le leggi, dove solo il denaro regna e dove la povertà non può vincere in alcun caso? Anche coloro che passano la vita trascinando la bisaccia dei cinici talora sogliono vendere la verità per i soldi. Dunque la giustizia altro non è se non, mercede in pubblico.
Deve stimarsi poco vivere in una città dove possono meno le leggi che gli uomini.
Dinanzi alla legge tutti i cittadini erano uguali, ma non tutti erano, appunto, cittadini.
Diventa più osservante della legge e non rifiuta di sottomettervisi il popolo, quando vede che il suo autore le ubbidisce.
Dove comanda il denaro, le leggi non valgono niente.
Dove finisce la legge comincia la tirannia.
Dove non arriva la spada della legge, là giunge la frusta della satira.
Dove non c'è un potere comune, non c'è legge, dove non c'è legge, non c'è nessuna ingiustizia. Forza e frode, in guerra, sono le virtù cardinali.
Dove non c’è legge non c’è libertà.
Dove son più di numero le leggi punitive che istruttive, è segno di mal governo.
Essere completamente liberi e, allo stesso tempo, completamente dominati dalla legge è l'eterno paradosso della vita umana.
Essere interamente liberi, e nel medesimo tempo interamente dominati da una legge, è l'eterno paradosso della vita umana.
Farà nulla il saggio di quanto è vietato dalle leggi, ove sappia di poter rimanere occulto? Non è senza difficoltà dire senz'altro sì o no.
Fra due leggi opposte, tra due stabilimenti di usanze che hanno inconvenienti e vantaggi, bisogna consultar quale origine abbiano in natura e limitarli coi limiti fissati dalla natura medesima. Esempio il pensiero della posterità che le leggi limiteranno a sufficienza a due o tre generazioni.
Fra le armi tacciono le leggi.
Gli uomini fanno le leggi, le donne le abrogano.
Gli uomini hanno un cuore, le leggi non l'hanno.
Gli uomini in società non possono vivere senza tirannia, la più accettabile è ancora quella delle leggi.
Gli uomini sono dei tali codardi! Violano ogni legge del mondo e ne temono la lingua.
Gli uomini sono naturalmente portati a conservar le memorie delle leggi e degli ordini, che li tengono dentro la loro società.
I crimini sono creati dal parlamento; perché c'è bisogno di un poliziotto per fare un criminale. Non si diventa criminali infrangendo la legge, ma standoci lontano.
I deboli di mente e l'uomo di genio non dovrebbero essere uguali davanti alla legge.
I deboli vogliono le leggi, i potenti le ricusano; gli ambiziosi, per farsi seguito, le promuovono; i principi, per uguagliar i potenti co' deboli, le proteggono.
I dittatori possono cambiare le leggi, ma non le abitudini.
I giudici, in generale, si regolano in modo che il loro giorno di udienza coincida con il loro giorno di malumore, allo scopo d'aver sempre qualcuno su cui sfogarsene comodamente, in nome del re, della legge e della giustizia.
I governanti sono sempre intenti a produrre nuove leggi, senza riuscire con questo a far chiarezza.
I tiranni hanno sempre una qualche sfumatura di virtù; supportano le leggi, prima di distruggerle.
I tiranni periscono per la debolezza delle leggi che essi hanno snervate.
Il buon cittadino è quello che non può tollerare nella sua patria un potere che pretende d'essere superiore alle leggi.
Il buon giudice non deve piegare le leggi alla sua condizione, ma piegare la sua condizione in conformità delle leggi.
Il buono della gente è la legge più grande.
Il castigo del delitto sta nell'averlo commesso; la pena che vi aggiunge la legge è superflua.
Il colpevole teme la legge, mentre l'innocente la fortuna.
Il crimine è contagioso. Se il governo infrange la legge, alimenta il disprezzo per la legge.
Il modo migliore per far abrogare una pessima legge consiste nel farla applicare rigorosamente.
Il sentimento di giustizia è così universalmente connaturato all'umanità da sembrare indipendente da ogni legge, partito o religione.
Il termine "legge", preso in senso assoluto, indica quel principio in base a cui ciascun individuo, o tutti gli appartenenti ad una stessa specie o alcuni di essi, agiscono secondo una norma unica, fissa e determinata.
In assenza di pianificazione, la legge della giungla prevarrebbe.
In diritto molte cose si fondano non sulle leggi ma sulla consuetudine.
In generale la legge è la ragione umana in quanto governa tutti i popoli della terra: e le leggi politiche e civili di ogni nazione non debbono essere altro che i casi particolari in cui questa ragione si applica.
In tempi di corruzione è quando si fanno più leggi.
Iniqua è la legge che non è uguale per tutti.
Io affermo che un individuo che infrange una legge che la sua coscienza gli dice essere ingiusta, e che volentieri accetta la pena del carcere in modo da svegliare la coscienza della comunità sulla sua ingiustizia, sta in realtà esprimendo il più alto rispetto per la legge.
Io non sono qui per fare giustizia, ma per applicare la legge.
L'abuso e la disubbidienza alla legge, non può essere impedita da nessuna legge.
L'anarchia è la sicura conseguenza della tirannia; perché nessun potere che non sia limitato dalle leggi può essere mai protetto dalle stesse.
L'anno I della Libertà non è mai durato più di un giorno, perché l'indomani stesso gli uomini tornano a cacciarsi sotto il giogo della Legge e dell'Autorità.
L'applicazione di una cattiva legge rende più servigi dell'interpretazione di una buona.
L'applicazione operativa delle leggi più sagge è imperfetta e precaria. Esse raramente ispirano virtù, esse non sempre possono limitare il vizio.
L'autorità, non la verità, fa la legge.
L'egoismo di ciascuno viene a creare questo grande egoismo sociale che si chiama la legge.
L'etica è morta, le leggi non bastano a regolare una società, e talora vengono promulgate solo per trarre vantaggi individuali trascurando la giustizia e l’uguaglianza, che ormai non significano assolutamente nulla.
L'evoluzione non è una forza ma un processo; non una causa ma una legge.
L'ignoranza della legge non esime dalla responsabilità. Ma la coscienza spesso sì.
L'ignoranza della legge non è una scusa per nessun uomo: non perché tutti gli uomini conoscono la legge, ma perché questa è una scusa che tutti adducono, e nessuno sa come respingerla.
L'interpretazione delle leggi lascia al giudice un certo margine di scelta: entro questo margine chi comanda non è la legge inesorabile, ma il mutevole cuore del giudice.
L'italiano rispetta la legge soprattutto se coincide con i suoi interessi.
L'italiano, le leggi, le subisce, non le rispetta.
L'orrore della legge fa la maestà del giudice.
L'unica vera legge è quella che conduce alla libertà.
L'unico stato stabile è quello in cui tutti gli uomini sono uguali davanti alla legge.
L'uomo d'affari in ogni momento pesa i vivi, l'uomo dei contratti pesa i morti e l’uomo di legge pesa le coscienze.
L'uomo libero non ha bisogno né di leggi né di autorità.
L'uso corregge le leggi.
La burocrazia e le leggi hanno già trasformato il mondo in un campo di concentramento pulito e sicuro. Stiamo crescendo in una generazioni di schiavi. Stiamo insegnando ai nostri figli l'impotenza.
La corruzione di una repubblica nasce dal proliferare delle leggi.
La diseguaglianza si riversò nelle leggi; essa divenne un diritto dopo essere divenuta un fatto.
La disobbedienza civile è necessaria quando le leggi sono contro la democrazia e la libertà.
La forza senza legge non ha forma, ha solo un istinto e una durata.
La giustizia può esistere solo quando esiste una legge codificata o una consuetudine rispettata dalla maggioranza.
La legge ci ha onorati: che possiamo onorarla a nostra volta.
La legge dell'uomo è la legge del linguaggio.
La legge della natura insegna a molti animali ad amare ed educare la loro progenie infantile. La legge della ragione inculca alla specie umana il vantaggio economico della pietà filiale.
La legge deve esprimere l'aspirazione generale, promuovere l'utile di tutti, rispondere a un battito del cuore della Nazione. La Nazione intera deve esser dunque, direttamente o indirettamente, legislatrice.
La legge e il potere arbitrario sono in eterno dissidio.
La legge fissa gli accordi codificati del popolo che sanciscono i suoi costumi e rappresentano la condotta ritenuta necessaria.
La legge giusta non è quella che ha effetto su tutti, ma quella che è fatta per tutti.
La legge in Italia è come l'onore delle puttane.
La legge ingiusta è in sè e per sè una specie di violenza. A maggior ragione lo è il venire arrestati per averla infranta.
La legge non ha mai reso gli uomini neppure poco più giusti; ed anzi, a causa del rispetto della legge, perfino gli onesti sono quotidianamente trasformati in agenti d'ingiustizia.
La legge non ha passioni; nè ha necessariamente l'anima umana.
La legge non può persuadere dove non può punire.
La legge non può tener conto delle personalità e delle fisiologie. Dunque, nella metà dei casi, è criminale e nell'altra metà, imbecille.
La legge non è l'espressione di un despota, ma della volontà comune.
La legge non è la giustizia. È un meccanismo molto imperfetto. Se premi esattamente i bottoni giusti e sei anche fortunato, può darsi che la giustizia ti dia la risposta giusta.
La legge non è legge se viola i principi dell'eterna giustizia.
La legge non è sempre comoda per tutti, ma sicuramente è sempre scomoda per chi non ha soldi.
La legge non è uguale per tutti. Basta disporre di buoni avvocati, molti soldi, e non fai un’ora di galera.
La legge più rigida è spesso causa del male più grande.
La legge senza morale è vuota.
La legge serve soltanto a dare lavoro agli avvocati.
La legge è anche ubbidire alla volontà di uno solo.
La legge è fatta esclusivamente per lo sfruttamento di coloro che non la capiscono, o ai quali la brutale necessità non permette di rispettarla.
La legge è fatta per la protezione dei bricconi.
La legge è il consenso di tutti scritto e promulgato per il ben comune.
La legge è inesorabile, come i cani: non abbaiano che a quelli che vanno vestiti male.
La legge è l'arte del buono e del giusto.
La legge è legge, sia essa giusta o no, nessuna democrazia, nessuna repubblica sarebbero possibili se si obbedisse soltanto alle leggi che si approvano. Ma nessuna sarebbe accettabile se si dovesse, per obbedienza, rinunciare alla giustizia o tollerare l'intollerabile.
La legge è ordine; e una buona legge è un buon ordine.
La legge è potente ma più potente è il bisogno.
La legge è potente, ma più potente è il bisogno.
La legge è sempre stata creata solo perché si potessero fare delle eccezioni; l'eccezione è la cosa principale.
La legge è uguale per tutti gli straccioni.
La legge è uguale per tutti, ma è sempre meglio procurarsi un buon avvocato come sa bene soprattutto chi non può permettersene uno.
La legge è uguale per tutti. Basta essere raccomandati.
La legge è uguale per tutti. Ma per alcuni è più uguale che per altri, e qui mi riferisco in particolar modo ai poveri raccomandati e a quelli stupidi che li promuovono.
La legge è uguale per tutti? Dipende, per qualcuno è solo «trattabile».
La legge è una misura politica, anzi è politica.
La legge è una padrona volubile, sempre soggetta ai capricci di coloro che le leggi amministrano.
La legge, nella sua solenne equità, proibisce così al ricco come al povero di dormire sotto i ponti, di elemosinare nelle strade e di rubare pane.
La libertà consiste nell'obbedire alle leggi che ci si è dati e la servitù nell'essere costretti a sottomettersi ad una volontà estranea.
La libertà della gente dipende fondamentalmente dalla legge, un sistema legale equo.
La libertà è il diritto di fare ciò che le leggi permettono.
La libertà è l'unica legge che un genio conosce.
La maggior felicità del maggior numero di uomini è il fondamento della morale e della legge.
La modestia proibisce quello che la legge non proibisce.
La moltitudine delle leggi fornisce spesso scuse ai vizi.
La moralità non può venire regolata dalla legge, ma il comportamento può essere regolato. I decreti giudiziari non possono cambiare il cuore, ma possono limitare i senza cuore.
La natura ha dato alla donna un tale potere che la legge ha giustamente deciso di dargliene poco.
La necessità impone la legge, ma non ne accetta alcuna.
La paura è uno stimolo di cui non bisogna abusare; non bisogna mai fare una legge severa quando basta una più dolce.
La pietra di paragone di tutto ciò che può imporsi come legge a un popolo sta nel quesito se un popolo possa imporre a sé stesso una tale legge.
La più grande azione magica dell'uomo è dar leggi agli uomini.
La scienza delle leggi è la lenta crescita del tempo e dell'esperienza.
La società è ben ordinata quando i cittadini obbediscono ai magistrati, e i magistrati alle leggi.
La società è organizzata non tanto dalla legge quanto dalla tendenza all'imitazione.
La soggezione per la legge non agisce sulle moltitudini.
La vera questione è: il lavoro non può essere una legge, senza essere un diritto.
Le brave persone non hanno bisogno di leggi che dicano loro di agire responsabilmente, mentre le cattive persone troveranno un modo per aggirare le leggi.
Le buone leggi fanno civili i popoli.
Le cattive leggi sono la peggior sorte di tirannia.
Le cattive leggi troveranno sempre, e contribuiranno a formare, uomini peggiori di loro, incaricati di eseguirle.
Le donne hanno ragione a ribellarsi contro le leggi, perché noi le abbiamo fatte senza di loro.
Le leggi cambiano, ma le cose giuste restano uguali. Ognuno ha il diritto di fare quello ch’è giusto.
Le leggi cattive son limiti al debole, strumenti al forte, indizii di bene a nessuno; se non per la via de' contrarii.
Le leggi che ci permettono di vivere sicuri sono le stesse che ci condannano alla noia. Se non possiamo accedere al caos autentico, non avremo mai autentica pace. Se le cose non hanno la possibilità di peggiorare, non miglioreranno.
Le leggi che si fanno intorno alle opinioni non sono fatte per frenare i malviventi, ma piuttosto per irritare gli onesti.
Le leggi da sole non possono garantire la libertà di espressione; perché ogni uomo possa esprimere il suo punto di vista senza censura ci deve essere spirito di tolleranza nell’intera popolazione.
Le leggi dell'umanità devono comprendere il passato, il presente e il futuro che portiamo dentro di noi; chiunque possieda uno solo di questi termini, possiede solo un frammento della legge morale del mondo.
Le leggi della natura facevano meno danni delle leggi degli uomini ed erano più giuste e anche più severe.
Le leggi ingiuste sono lacci della pubblica libertà e venefici aforismi.
Le leggi inutili indeboliscono quelle necessarie.
Le leggi inutili indeboliscono quelle necessarie.
Le leggi le hanno fatte gli uomini, che se le avessero fatte le donne, si sentirebbe tutto il contrario.
Le leggi mantengono credito non perché sono giuste, ma perché sono leggi. È questo il, fondamento mistico della loro autorità. Non ne hanno altro.
Le leggi mantengono sempre il loro credito, non perché sono giuste, ma perché sono leggi.
Le leggi migliori nascono dagli usi.
Le leggi non miglioreranno mai se non esisteranno numerose persone i cui sentimenti morali sono migliori delle leggi esistenti.
Le leggi non possono rendere la gente morale, tuttavia più morale è un popolo, migliori sono le sue leggi.
Le leggi non proteggono la verità delle opinioni bensì la sicurezza e l’incolumità dei beni di ogni cittadino e della società nel suo complesso. Lo Stato non si assume compiti etici nei confronti dei cittadini, le leggi non sono fatte per difendere una verità, ma solo la sicurezza e l’incolumità sociale.
Le leggi ottime sono le poche e brevi che s'accordano al costume del popolo e al bene comune. Le leggi tiranniche sono molti lacciuoli che ad uno o a pochi sono utili, e non s'accordano col costume pubblico, purché crescano gli pochi autori di esse.
Le leggi più benevole vengono raramente obbedite; quelle più severe, raramente eseguite.
Le leggi schiacciano i poveri e i ricchi governano le leggi.
Le leggi si fanno perché le autorità possano scordarle, come pure i matrimoni si celebrano perché il tribunale del divorzio non rimanga ozioso.
Le leggi son, ma chi pon mano ad esse?
Le leggi sono come le tele di ragno; i calabroni le attraversano senza intoppi, i moscerini vi restano impigliati.
Le leggi sono come ragnatele: quando qualcosa di leggero e di debole ci cade sopra, lo trattengono, mentre se ci cade una cosa più grande, le sfonda e fugge via.
Le leggi sono fatte per gli uomini e non gli uomini per le leggi.
Le leggi sono le condizioni, colle quali uomini indipendenti ed isolati si unirono in società, stanchi di vivere in un continuo stato di guerra e di godere una libertà resa inutile dall’incertezza di conservarla.
Le leggi sono moltissime quando lo stato è corrottissimo.
Le leggi sono poste per i saggi non perché non commettano ingiustizia, ma perché non la subiscano.
Le leggi sono ragnatele che le mosche grosse sfondano, mentre le piccole ci restano impigliate.
Le leggi sono semplici espedienti che indossano lunghi abiti bianchi.
Le leggi sono spiegate, interpretate ed applicate in maniera ineccepibile da quanti hanno interesse e abilità nel pervertirle, confonderle ed eluderle.
Le leggi umane fatte per parlare allo spirito devono dare dei precetti e non dei consigli; la religione, fatta per parlare al cuore, deve dare molti consigli e pochi precetti.
Le leggi, che pur sono o dovrebbon esser patti di uomini liberi, non sono state per lo più che lo stromento delle passioni di alcuni pochi, o nate da una fortuita e passeggiera necessità.
Le leggi, nel significato più comune, sono i rapporti necessari che derivano dalla natura delle cose.
Le lunghe leggi sono calamità pubbliche.
Le più grandi leggi sono indefinibili; si intravedono soltanto come orizzonti di quiete, come una promessa lontana di felicità.
Le prigioni sono costruite con le pietre della legge, i bordelli con i mattoni della religione.
Le usanze contano più delle leggi, le convenzioni più delle usanze.
Legge: intelligenza senza passione.
Lo Stato chiama la propria violenza, e quella dell'individuo.
Lo stile delle leggi dev'essere semplice; l'esposizione diretta si intende sempre meglio dell'espressione riflessa. Le leggi devono essere sottili, son fatte per gente di mediocre intendimento; non sono un' arte di logica, ma il semplice senno di un padre di famiglia.
Nei nostri tribunali sta scritto che tutti sono eguali davanti alla legge; ma siccome i giudici non possono leggere quelle parole, perchè sono scritte dietro le loro spalle, non hanno l'obbligo di ricordarsene sempre.
Nel regno animale la legge è mangiare o essere mangiati; nel regno umano, definire o essere definiti.
Nel silenzio delle leggi nascono le grandi azioni.
Nella giustizia c’è sempre pericolo: se non per la legge, certo per i giudici.
Nella somma corruzione della cosa pubblica, infinito il numero delle leggi.
Nella sua generalità, la legge è la ragione umana, in quanto essa governa tutti i popoli della terra.
Nessun uomo è sopra la legge, e nessun uomo è al di sotto di essa.
Nessuna legge, per quanto rigorosa, può rendere il pigro attivo, il dissipatore previdente o l'ubriaco sobrio.
Non appena qualcuno si rende conto che obbedire a leggi ingiuste è contrario alla dignità dell'uomo, nessuna tirannia può dominarlo.
Non basta limitarsi a non operare contro la legge; bisogna operare a seconda della legge. Non basta il non nuocere: bisogna giovare ai vostri fratelli.
Non c'è alcuna legge nella storia, non più che in un caledoscopio.
Non c'è contabilità per le leggi.
Non c'è legge che torni comoda a tutti.
Non c'è tirannia peggiore di quella esercitata all'ombra della legge e sotto il calore della giustizia.
Non ci sono abbastanza prigioni, non abbastanza poliziotti, non abbastanza tribunali per applicare una legge non sostenuta dalla gente.
Non esistono princìpi, ci sono soltanto avvenimenti; non esistono leggi, ci sono soltanto circostanze: l'uomo superiore sposa gli avvenimenti e le circostanze per guidarli.
Non v'è vita senza legge. Qualunque cosa esiste, esiste in un certo modo, secondo certe condizioni, con una certa legge.
Non vi è animale più cattivo dell'uomo senza legge.
Non v’è cosa più pericolosa di quell’assioma comune che bisogna consultare lo spirito della legge. Questo è un argine rotto al torrente delle opinioni.
Non è vera né buona legge quella che non ha per madre la Sofia e per padre l'Intelletto razionale.
Nulla conserva l'efficacia delle leggi come la loro applicazione contro i potenti.
Occorre che la legge sia breve, in modo che l'inesperto possa comprenderla facilmente.
Ogni legge che lascia il meno d'arbitrio ai giudici e ai tribunali è la più perfetta.
Ogni legge è inutile e anche fatale, se la nazione non è degna della legge e fatta per la legge.
Parmi un assurdo che le leggi, che sono l’espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l’omicidio, ne commettono uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall’assassinio, ordinino un pubblico assassinio.
Per alcune cose è più facile ottenere una legalizzazione che una propria legittimazione.
Per dare savie leggi a un popolo bisogna essere anche un poco artisti.
Per essere malvagi non serve infrangere le leggi, basta osservarle alla lettera.
Per i cittadini le leggi si applicano, per gli amici si interpretano, per alcuni si eludono.
Per la legge è di grande importanza essere chiara poiché questo è il presupposto, affinché essa non sia ingiusta.
Per mantenere il proprio rispetto per le salsicce, così come per le leggi, uno non deve guardare mentre le preparano.
Per un magistrato italiano, la Legge con la Giustizia non ha nulla a che fare.
Perché, o stolti, far birberie fuor della legge? c'è tanto posto di farne dentro!
Più le leggi e l'ordine vengono resi prominenti, più ci saranno ladri e mascalzoni.
Più moltiplicherete le leggi, più le renderete detestabili.
Più uno stato è corrotto, più fa leggi.
Preoccupazione del legislatore deve essere il bene della collettività: “l’utilità generale” deve costituire il criterio orientativo in materia di legislazione. Conoscere il bene che giovi agli interessi della comunità, è scienza; ricercare i mezzi per realizzare questo bene, è arte.
Prima si soffriva per i delitti, ora si soffre per le leggi.
Può essere vero che la legge non può costringere un uomo ad amarmi, ma può impedirgli di linciarmi, e io penso che sia abbastanza importante.
Quando chiudi un occhio sugli sbagli di uno giusto calpesti la legge.
Quando gli uomini sono puri, le leggi sono inutili; quando gli uomini sono corrotti, le leggi vengono infrante.
Quando la legge ridiventa quella della giungla, è un onore l'essere dichiarati fuorilegge.
Quando le leggi non vengono derivate dai costumi o quando una nuova legge ne contraddice una vecchia che non è stata abrogata, la legge, diventa confusa, e l'ingiustizia è, quindi, inevitabile.
Quante più parole si adopera in distendere una legge, tanto più scura essa può diventare.
Quanto alle leggi, attieniti a quelle antiche; quanto ai cibi, invece, consuma quelli freschi.
Quanto più semplice la legge, tanto più difficile l'applicazione.
Ragione per governare ma clemenza per perdonare: La prima è legge, privilegio l'altra.
Rispetto all'esistenza di un uomo che viva cento anni senza prendere in considerazione la legge suprema, è preferibile un solo giorno di vita di colui che invece la rispetta.
Se i burocrati non ammettono l'ignoranza della legge, io non ammetto l'ignoranza dei burocrati.
Se le leggi lasciano troppa poca libertà, i popoli se ne vendicano nei loro costumi.
Se qualcuno ordinasse a tutti gli uomini di radunare in un sol luogo tutte le leggi che si credono brutte e di scegliere poi quelle che ciascuno crede belle, neppure una ne resterebbe, ma tutti si ripartirebbero tutto.
Se si dovessero studiare tutte le leggi, non ci sarebbe più tempo per trasgredirle.
Se uno stato si avvale di un complesso di leggi scadente ma inflessibile, riesce più forte di quello che si appoggia su leggi nobili, ma inefficaci.
Se vogliamo che la legge venga rispettata, per prima cosa dobbiamo fare leggi rispettabili.
Se vuoi fare qualcosa contro la legge, prima consulta sempre un bravo avvocato.
Se è vero che esiste un potere, questo potere è solo quello dello Stato, delle sue Istituzioni e delle sue Leggi; non possiamo oltre delegare questo potere né ai prevaricatori, né ai prepotenti, né ai disonesti.
Se, secondo la legge islamica, dalle nostre parti si tagliasse la mano ai ladri, avremmo soltanto dei compositori con una mano sola.
Senza l'istruzione, le migliori leggi restano inutili.
Senza legge non c'è ordine né libertà.
Si deve chiamare tirannide qualunque governo in cui chi è preposto all'esecuzione delle leggi può farle o infrangerle con sicurezza e impunità. Ogni popolo che lo sopporta è schiavo.
Si può sfuggire all'arbitrio del giudice solo rifugiandosi sotto il dispotismo della legge.
Siamo qui non per distruggere le leggi, ma perché il nostro desiderio è di fare le leggi.
Siamo schiavi della legge, per poter essere liberi.
Siamo tutti uguali davanti alla legge, ma non davanti agli incaricati di applicarla.
Sii pacifico, sii cortese, obbedisci alla legge, rispetta tutti; ma se qualcuno ti mette le mani addosso, mandalo al cimitero.
Spesso il primo sentimento che si presenta in morale non è il migliore per la legislazione, chiave che spiega i motivi e i pretesti di molte cattive leggi.
Ti ordinano di rispettare la legge, e la legge protegge il capitalista che ti rapina. Ti insegnano che non bisogna uccidere, mentre il governo impicca la gente, la manda sulla sedia elettrica o la massacra in guerra. Ti impongono di obbedire alla legge e al governo, anche se legge e governo sono sinonimi di rapina e omicidio.
Tre cose formano una nazione: la sua terra, il suo popolo, e le sue leggi.
Tutte le leggi mettono un freno alla tolleranza, anche quelle promulgate per rafforzarla.
Tutte le leggi sono fatte da vecchi e da uomini. I giovani vogliono le eccezioni, i vecchi le regole.
Tutte le leggi umane, non quelle divine, sono il risultato di uno sforzo di uomini. Altri uomini vengono, modificano, aboliscono, perfezionano. Non ci vuole nulla ad abolire. Distruggere è facile, ma ricostruire è difficile.
Tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge... del più forte.
Tutti i diritti hanno la loro origine in una legge, e voi, ogni qualvolta non potete invocarla, potete essere tiranni o schiavi, non altro: tiranni se siete forti, schiavi dell'altrui forza se siete deboli.
Tutto sarebbe perduto se lo stesso uomo, o lo stesso corpo di maggiorenti, o di nobili, o di popolo, esercitasse questi tre poteri: quello di fare le leggi, quello di eseguire le decisioni pubbliche, e quello di giudicare i delitti o le controversie dei privati.
Tutto è disciplinato dalla legge dell'opposizione, che è anche una legge di compensazione.
Ubbidisci alla legge, tu che la legge hai promulgato.
Un governo può facilmente esistere senza leggi, ma la legge non può esistere senza un governo.
Un individuo che infrange una legge che crede ingiusta e che responsabilmente accetta la pena della prigionia per risvegliare la coscienza della comunità riguardo alla sua ingiustizia, in realtà sta esprimendo il più alto rispetto per la legge.
Un popolo difende sempre più i costumi delle proprie leggi.
Un precedente ne crea un altro; poi subito s'accumulano e diventano legge.
Un uomo con un bastone detta legge, è un padrone da obbedire, ma non è necessario cercare di accattivarselo.
Un vero amico della libertà deve essere nemico di ogni potere, di ogni autorità, di ogni comando, di ogni elevazione di uomo al di sopra di altri uomini, deve essere nemico di ogni legge, di ogni ordine prestabilito, deve essere, in una parola, un anarchista.
Una costituzione può esser tale che nessuno sia costretto a fare le cose alle quali la legge non lo obbliga, e a non fare quello che la legge permette.
Una legge ingiusta rende ingiusto uno stato.
Una legge, per quanto rispettabile sia la sanzione, non può trasformare improvvisamente il temperamento dei tempi.
Una stessa legge per il leone e per il bue è oppressione.
Una volta i potenti per sottomettere il popolo usavano la forza, le leggi e la religione, ora dispongono anche del calcio e della televisione.
Una volta un giudice giudicò chi aveva dettato le leggi. Prima cambiarono il giudice. E subito dopo la legge.
Uno stato è governato meglio da un uomo ottimo che da un'ottima legge.
Uomini di rinomata virtù, trasgredendola hanno talvolta mantenuto la legge con più forza.
Vi sono leggi che il legislatore ha compreso tanto poco che nell'applicarle risultano contrarie allo scopo stesso che egli si è prefisso.
È certo che vìola la legge chi, seguendola alla lettera, va contro l'intenzione della stessa legge.
È col governo com'è con la medicina, il suo solo compito è la scelta tra mali. Ogni legge è un male, perché ogni legge è un'infrazione della libertà.
È difficile migliorare le nostre condizioni materiali con delle buone leggi, ma è facile rovinarle con delle cattive leggi.
È il potere, non la verità che crea le leggi.
È la legge a dover avere l'ultima parola.
È meno male non avere leggi, che violarle ogni giorno.
È pericoloso dire al popolo che le leggi non sono giuste, perché obbedisce proprio per il fatto che le crede giuste. Perciò bisogna dirgli al tempo stesso che deve obbedire loro perché sono leggi, così come deve obbedire ai superiori non perché sono giusti, ma perché sono superiori.
È più pericoloso che anche una sola persona colpevole venga punita senza le forme di legge che non il fatto che possa scappare.
È regola delle regole e legge delle leggi che ciascuno rispetti quelle del paese in cui si trova.
È risaputo che chi usa la fantasia per trasgredire la legge ne preserva sempre una certa quantità per il piacere proprio e degli amici più intimi.
È una cosa che si è sempre vista, che buone leggi, che hanno fatto una piccola repubblica, ne diventano di peso quando si è ingrandita.