Passione

Aforismi

Eroismo

Apparenza dell'eroismo. Gettarsi in mezzo ai nemici può essere il segno distintivo della viltà.
Basta un istante per fare un eroe, ma è necessaria una vita intera per fare un uomo onesto.
C'è un fuoco elettrico nella natura umana che tende a purificare, in modo che tra queste creature umane c'è sempre una nuova nascita di eroismo. Il peccato è che dobbiamo meravigliarci di esso, come dovremmo nel trovare una perla nella spazzatura.
Che cosa rende eroici? Muovere incontro al proprio supremo dolore e insieme alla propria suprema speranza.
Ci si dimentica sempre che un eroe è un uomo, soltanto un uomo, e che resistere a una tirannia, subire sevizie, languire per anni in una cella senz’aria né luce è a volte più facile che battersi nell’equivoco e nelle lusinghe della normalità.
Come cento stolti non fanno un savio, così è improbabile che da cento vigliacchi esca una decisione eroica.
Credo che un eroe sia quello che comprende la responsabilità che comporta la sua libertà.
Eroe è uno che sta di fronte a tanti. Nella guerra moderna questa posizione viene raggiunta, al più, dal pilota di un bombardiere, uno che sta addirittura al di sopra di tanti.
Eroismo e santità, virtù secondarie. Ma bisogna aver dato prova di sé.
Fare il proprio dovere val meglio dell'eroismo.
Gli eroi e gli scopritori hanno trovato il vero, più di quanto fosse prevedibile, solo quando si aspettavano e sognavano qualcosa di più di quanto sognato dai loro contemporanei.
Gli eroi non hanno buon odore.
Gli eroi sono eroi perché il loro comportamento è eroico, non perché vincano o perdano.
Gli eroi sono il prodotto dell'insicurezza. Vale a dire di uno stato d'ansia, di paura, di disperazione.
Gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era necessario fare, affrontandone le conseguenze.
Gli eroi sono quelli che fanno ciò che si deve, quando si deve, indipendentemente dalle conseguenze.
Gli eroi sono uomini che glorificano la vita che non possono sopportare più a lungo.
Gli opportunisti hanno salvato i popoli; gli eroi li hanno mandati in rovina.
Gli uomini diventano eroi solo quando non possono fare altrimenti.
I veri eroi sono quelli che ogni giorno si alzano dal letto e affrontano la vita anche se gli hanno rubato i sogni e il futuro. Quelli che alzano la saracinesca di un bar o di un'officina, che vanno in un ufficio, in una fabbrica. Che non lottano per la gloria o per la fama, ma per la sopravvivenza.
Il fanatismo è caratterizzato da un sentimento di potenza, che fa compiere azioni a volte eroiche, ma più spesso distruttive ed incivili.
Il primo grado dell'eroismo è vincere la paura.
Il vero coraggio non è la forza brutale di volgari eroi, ma la ferma risolutezza della virtù e della ragione.
Il vero eroe alla fine muore. Quelli che restano sono i filosofi.
Il vero eroismo non riceve ovazioni, non intrattiene nessuno.
Il vizio non può credere alla virtù per quella ragion medesima per cui la vigliaccheria non può credere all'eroismo.
L'adorazione dell'eroe è più forte dove c'è meno riguardo per la libertà umana.
L'anima non esiste. è tutta una fregatura. gli eroi non esistono. i vincitori non esistono è tutta una fregatura e una gran cagata. i santi non esistono, i geni non esistono son tutte fregature, tutte favole, è così che va avanti il giochetto. ognuno cerca solo di tirare a campare e d'aver fortuna se ci riesce. il resto non sono che stronzate.
L'eroe antico era quello che affrontava la morte: l'eroe moderno è colui che accetta la vita.
L'eroe della storia è colui che nella città punta la lancia nella gola del drago, e nella solitudine tiene con sé il leone nel pieno delle sue forze, accettandolo come custode e genio domestico, ma senza nascondersi la sua natura di belva.
L'eroe non è colui che non cade mai ma colui che una volta caduto trova il coraggio di rialzarsi.
L'eroe vero è sempre eroe per sbaglio, il suo sogno sarebbe di essere un onesto vigliacco come tutti.
L'eroe è comunemente il più semplice e il più oscuro degli uomini.
L'eroismo comincia dove la ragione si mette in sciopero: disprezzando la vita.
L'imbecille finisce dove comincia l'eroe.
L'uomo il quale difende la sua patria o che attacca l'altrui paese non è che un soldato pietoso nella prima ipotesi, ingiusto nella seconda, ma l'uomo, il quale, facendosi cosmopolita, adotta la seconda per patria, e va ad offrire la spada ed il sangue ad ogni popolo che lotta contro la tirannia è più d'un soldato: è un eroe.
L'uomo ordinario è coraggioso e invulnerabile, come un eroe, quando non vede il pericolo, quando non ha occhi per esso. Viceversa: l’eroe ha l’unico punto vulnerabile nel dorso, cioè dove non ha occhi.
La donna, nel linguaggio pittorico della mitologia, rappresenta la totalità di ciò che può essere conosciuto. L’eroe è colui che arriva a conoscerlo.
La fama degli eroi spetta un quarto alla loro audacia; due quarti alla sorte, e l'altro quarto, ai loro delitti.
La fiducia in se stessi è l'essenza dell'eroismo.
La guerra è un'imposizione fulminea di coraggio, di energia e d'intelligenza a tutti. Scuola obbligatoria d'ambizione e d'eroismo; pienezza di vita e massima libertà nella dedizione alla patria.
La lotta è come lo champagne. Va alla testa dei vigliacchi come a quella degli eroi. Uno stupido qualsiasi può essere coraggioso sul campo di battaglia quando l'alternativa è tra essere coraggiosi o essere ammazzati.
La natura ha benignamente provveduto a che ciascuno sia un eroe per il suo cameriere, altrimenti bisognerebbe che gli eroi si spazzolassero gli abiti da sé.
La paura si vince non col coraggio ma con una paura più grande. Tutti gli eroi ne fanno esperienza.
La ragione per cui così tante persone fraintendono così tanti problemi non sta nel fatto che questi problemi sono così complessi, ma che la gente non vuole una spiegazione fattuale o analitica che li lasci emotivamente insoddisfatti. Vogliono cattivi da odiare ed eroi da celebrare, e non vogliono spiegazioni che non diano loro quello.
La storia è una guerra contro il tempo, in quanto chiama a nuova vita fatti ed eroi del passato.
Nel crimine c'è dell'eroismo, come nella virtù. Il vizio e l'infamia hanno i propri altari e la propria religione.
Nessun eroe è mortale finché non muore.
Non basta essere degli eroi. Vogliamo essere dei vincitori.
Non basta essere eroici per essere degli eroi.
Non c'è eroe per il suo domestico, è una nota massima; io ho aggiunto, e Goethe lo ha ripetuto dieci anni più tardi, non perché l'eroe non è un eroe, ma perché il domestico è un domestico.
Non c'è eroe senza pubblico.
Non conosciamo mai la nostra altezza finché non siamo chiamati ad alzarci. E se siamo fedeli al nostro compito arriva al cielo la nostra statura. L'eroismo che allora recitiamo sarebbe quotidiano, se noi stessi non c'incurvassimo di cubiti per la paura di essere dei re.
Non esiste uomo tanto codardo che l'amore non renda coraggioso e trasformi in un eroe.
Non puoi buttare via parole come eroismo e sacrificio e nobiltà e onore senza abbandonare le qualità che esse esprimono.
Non si tollera più di non essere stati eroi ma di essere stati ragionevoli.
Nutri la tua mente con dei grandi pensieri; credere nell'eroismo crea degli eroi.
Pensa come un eroe, lavora come un artista, rifiuta di essere banale e festeggia per i risultati.
Pensare contro il proprio tempo è eroismo. Ma dirlo, è follia.
Penso a un eroe come a qualcuno che comprende la responsabilità che deriva dal proprio essere libero.
Pochi sono coloro eroi o santi che sacrificano il proprio io sull'altare dello Stato. Tutti gli altri sono in stato di rivolta potenziale contro lo Stato.
Prima usavamo santificare i nostri eroi. L'orientamento moderno è quello di volgarizzarli.
Può essere un eroe sia quello che trionfa sia quello che soccombe, ma mai quello che abbandona il combattimento.
Qualsiasi pazzo con delle mani veloci può prendere una tigre per le palle, ma ci vuole un eroe per continuare a strizzarle.
Quando esamino la fama conquistata dagli eroi e le vittorie dei grandi generali, non invidio i generali.
Quando i grandi uomini si lasciano abbattere dal perdurare delle loro sventure, mostrano che le sopportavano soltanto con la forza dell’ambizione, e non con quella dell’animo, e che, a parte una grande vanità, gli eroi son fatti come tutti gli altri uomini.
Rispetto alla norma comune l’eroe, lo scopritore è un folle. Gli uomini più grandi sono tutti folli.
Sorte miserabile quella dell'eroe che non muore, dell'eroe che sopravvive a se stesso.
Sventurata la terra che ha bisogno di eroi.
Tutti gli eroi valgono meno di un solo martire.
Tutti son buoni a far gli eroi con la pelle degli altri.
Uccidete la riverenza e avrete ucciso l'eroe che è nell'uomo.
Un delitto è un crimine; un milione è eroismo. Il numero legalizza.
Un eroe non può essere eroe se non in un mondo eroico.
Un eroe non è più coraggioso di una persona comune, ma è coraggioso cinque minuti più a lungo.
Un eroe è colui che fa ciò che può. Gli altri non lo fanno.
Un eroe è un uomo che cerca di essere uomo per tutta la vita, sia contro gli altri che contro se stesso.
Un omicidio ti rende un assassino. Mille omicidi un eroe.
Un'azione coraggiosa non fa di te un eroe.
Uno deve pensare come un eroe e comportarsi come un essere umano a malapena decente.
V'è un solo eroismo al mondo: vedere il mondo com'è e amarlo.
È il male il vero motore di ogni racconto: gli eroi e le vittime sono solo uno strumento, perché ai lettori non interessa la vita quotidiana, hanno già la loro.
È l'insicurezza che sprona gli uomini alle grandi imprese, grazie ad essa uomini che in realtà non erano fatti per nessuna cosa, sono diventati capaci di tutto. Gli eroi sono il prodotto dell'insicurezza.
È meglio essere la vedova di un eroe che la moglie di un codardo.
È meglio morire in piedi che vivere in ginocchio.
È più facile essere un eroe che un amico. Eroe puoi esserlo una volta tanto: un amico è per sempre.