Passione

Aforismi

Giornalismo

Buona parte del giornalismo rock è gente che non sa scrivere, che intervista gente che non sa parlare, per gente che non sa leggere.
Buoni giornali e pochi sono la manna di una nazione.
C'è da avere più paura di tre giornali ostili che di mille baionette.
C'è molto da dire a favore del giornalismo moderno. Offrendoci le opinioni degli incolti ci tiene in contatto con l’ignoranza della comunità. Facendo la cronaca meticolosa degli avvenimenti correnti della vita contemporanea, ci dimostra quanto poca importanza abbiano in realtà tali avvenimenti.
Censura e giornale, come potrei non decidermi a favore della prima? La censura può sopprimere la verità per un certo tempo, togliendole la parola. Il giornale sopprime costantemente la verità, in quanto le dà delle parole. La censura non danneggia né la verità né la parola; il giornale entrambe.
Che differenza c'è fra la letteratura e il giornalismo? Oh, il giornalismo è illeggibile, e la letteratura non viene letta. Tutto qui
Chi è così stolto da comperare la stupidità di alcuni giornalisti di sicuro non opera per il bene dei cittadini.
Ci sono due specie di giornalisti: quelli che si interessano a ciò che interessa il pubblico; e quelli che interessano il pubblico a ciò che gli interessa, e questi sono i grandi.
Ci sono libri e giornali che fanno gli uomini pensatori in camera e sciocchi nel mondo.
Consiglio a un giovane cronista: Se vuoi carpire una notizia, di' che già la sai.
Così divenni un giornalista. Ho odiato farlo ma non ero riuscito a trovare un lavoro onesto.
Crederò alla libertà di stampa quando un giornalista potrà scrivere ciò che pensa veramente del suo giornale. Nel suo giornale.
Credo nella libertà di espressione, cioè giornali e televisioni liberi di criticare il potere.
Denunciare è del giornalismo, proporre soluzioni è già politica.
Editorialista: il dovere di un editorialista è quello di dire la verità. Il suo mestiere è di far credere che la conosce.
Fare a pezzi un giornale quotidiano è l'unico mezzo per liberarsi, d'un colpo, da ladri, assassini, truffatori, apostoli, catastrofi.
Fare sensazione, colpire le fantasie, per i nostri giornali è più importante che volere la verità.
Finalmente sono un giornalista anch'io: ora i fatti non mi interessano più.
Giornale: una fabbrica di falsità.
Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia; il resto è propaganda. Il suo compito è additare ciò che è nascosto, dare testimonianza e, pertanto, essere molesto.
Giornalismo. Esiste solo nella misura in cui significa "antipotere".
Giornalismo. Un tempo toglieva uomini alle lettere; oggi il che è più grave ne dà.
Giornalisti. Chi si salverà da questi cuochi della realtà?
Gli intellettuali, i politici o i giornalisti che dicono di lavorare per il bene comune, dovrebbero darne una prova concreta e suicidarsi.
Grande è il giornalismo. Un abile direttore di giornale non è il governatore del mondo, essendo uno di coloro che lo persuadono?
I buoni giornalisti scrivono ciò che pensano; i migliori quello che dovrebbero pensare i loro lettori.
I giornali e telegiornali usano una misdirection, un illusione, ti distraggono con notizie inutili per oscurarti da la verità.
I giornali hanno con la vita all'incirca lo stesso rapporto che hanno le cartomanti con la metafisica.
I giornali inventano la metà di quello che scrivono... se poi ci aggiungi che non scrivono la metà di quel che succede, ne consegue che i giornali non esistono.
I giornali non sono fatti per diffondere ma per coprire le notizie.
I giornali quotidiani sono la sfera dei secondi dell'orologio della storia. Quest'ultima non soltanto è stata fabbricata di solito con metalli meno nobili di quelli delle altre due sfere, ma ben di rado indica il tempo giusto.
I giornali si dividono essenzialmente in due gruppi: quelli di partito e quelli di parte.
I giornali sono i cimiteri delle idee.
I giornali stimolano sempre la curiosità: nessuno ne posa uno senza un sentimento di delusione.
I giornali testimoniano ogni giorno come la più seria occupazione degli uomini sia sempre l'uccidere altri uomini.
I giornali, grazie alla loro superficiale parvenza di diffusori di cultura e notizie, non fanno altro che divulgare le peggiori qualità dell'ignoranza umana.
I giornalisti asseriscono cose che sanno che non sono vere, nella speranza che se le ripetono a lungo diventino vere.
I giornalisti dicono una cosa che sanno che non è vera, nella speranza che se continueranno a dirla abbastanza a lungo sarà vera.
I giornalisti non vivono di parole, sebbene talvolta siano costretti a rimangiarsele.
I giornalisti scrivono perché non hanno niente da dire, e hanno qualcosa da dire perché scrivono.
I giornalisti si scusano sempre con noi in privato per quello che hanno scritto contro di noi in pubblico.
I giornalisti sono come le donne: le amanti che non domandano niente sono quelle che costano di più.
I giornalisti sono gli ostetrici e i becchini del tempo.
I giornalisti sono impermeabili a tutto. Arrivano sul cadavere caldo, sulla partita, a teatro, sul villaggio terremotato e hanno già il pezzo incorporato. Il mondo frana sotto i loro piedi, s'inabissa davanti ai loro taccuini e tutto quanto per loro è intercambiale letame da tradurre in un preconfezionato compulsare di cazzate sulla tastiera. Cinici? No frigidi.
I giornalisti sono scrittori, come gl'imbianchini sono pittori.
I giornalisti ti battono continuamente la mano sulla spalla: sempre alla ricerca del punto dove conficcare il pugnale più facilmente.
I mass media con i loro giornalisti non sono altro che i megafoni della stupidità, il verbo per eccellenza.
Il blog è la dimostrazione moderna che l'elemento più importante di un giornale è l'editore.
Il bravo giornalista è quello che racconta bene le cose che non sa.
Il diluvio di giornali, tutti i libri pubblicati anno per anno dagli intellettuali, scivolano sui milioni di uomini dei ceti inferiori come l'acqua sul cuoio unto d'olio.
Il giornale è la conserva del giorno.
Il giornale è la preghiera del mattino dell'uomo moderno.
Il giornale. Dà per vero tutto ciò che è probabile.
Il giornalismo moderno è evitare accuratamente che i fatti possano risultare d’intralcio ai propri pregiudizi.
Il giornalismo non ammette mai che non sta succedendo granché.
Il giornalismo non è un mestiere che consenta un tempo libero autonomo rispetto alla professione. Richiede una vocazione. Se quella vocazione non c'è, è inutile provarci.
Il giornalismo può essere descritto come la possibilità di trasformare il proprio nemico in guadagno.
Il giornalismo sta alla storia come una prostituta sta a una donna onesta.
Il giornalismo stampato ha fatto per la mente ciò che la polvere da sparo ha fatto per la guerra.
Il giornalismo è anche un contropotere e come tale detiene un intenso potere di controllo. Questa è la ragione che rende la libertà di stampa necessaria alla democrazia e tutelata dalle costituzioni democratiche, una patente di nobiltà che però non ne modifica l'essenza: invadere la vita altrui.
Il giornalismo è il luogo ove uno passa la vita a parlare di cose che ignora e a tacere le cose che sa.
Il giornalismo è la letteratura della fretta.
Il giornalismo è un inferno, un abisso d'iniquità, di menzogne, di tradimenti, che non si può traversare e dal quale non si può uscire puri a meno di essere protetti, come Dante, dal divino alloro di Virgilio.
Il giornalismo è un mestiere duro, non tanto per i rischi che può comportare, ma perché si dipende sempre da qualcuno. Bisogna stare ad aspettare come un questuante, con il taccuino di appunti o il registratore, che le parole escano dalla bocca dell'intervistato. Si è sempre in una posizione di inferiorità e bisogna adattarsi alle esigenze degli altri.
Il giornalismo è un mestiere nel quale si passa la metà del tempo a parlare di ciò che non si conosce e l’altra metà a tacere ciò che si sa.
Il giornalismo è un viaggio all'esterno di se, i libri sono un viaggio dentro di se.
Il giornalista non è tanto uno che vien pagato per ciò che scrive, quanto uno che vien pagato per ciò che non scrive.
Il giornalista è colui che distingue il vero dal falso e pubblica il falso.
Il giornalista è il solo scrittore che, quando prende la penna, non spera nell'immortalità. Basta questo per amarlo.
Il giornalista è lo storico dell'istante.
Il giornalista è sempre uno che dopo sapeva tutto prima.
Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo.
Il giornalista è uno storico del presente, ma non sempre i buoni libri di storia si scrivono in un giorno, spesse volte in un'ora, spesse volte in un minuto.
Il lavoro del giornalista consiste soprattutto nel separare il grano dalla pula. E, naturalmente, nel provvedere che la pula sia stampata.
Il parrucchiere racconta le novità, mentre dovrebbe solo pettinare. Il giornalista è pieno di spirito, mentre dovrebbe solo raccontare le novità. Sono due tipi che mirano in alto.
Il pettegolezzo diverte solo noi giornalisti: ce la cantiamo e ce la suoniamo.
Il sostantivo è la testa, il verbo il piede, l'aggettivo sono le mani. I giornalisti scrivono con le mani.
In Italia il giornalista non si sente espressione dell'opinione pubblica ma portavoce della sua fazione. Attacca in nome della confraternita di cui fa parte ma non dirà mai una parola contro la sua confraternita.
L'umanità, una volta appresa l'arte del giornalismo non sopporta più che le si infliggano libri.
La cosa peggiore che hanno i giornali è di trovare chi li autorizza a scrivere su tutto, è che si azzardano a inculcare agli altri idee che possano andare bene per tutti.
La critica dei giornali riesce sempre ad esprimere in quali rapporti è il critico con chi viene criticato.
La differenza tra letteratura e giornalismo consiste nel fatto che il giornalismo è illeggibile e la letteratura non viene letta.
La gente vede tutto attraverso il proprio giornale, né potrebbe fare altrimenti dal momento che non conosce direttamente né gli uomini né i fatti di cui parla.
La letteratura consiste nell'arte di scrivere qualcosa che sarà letto due volte, il giornalismo in quella di scrivere ciò che deve essere compreso immediatamente.
La lettura dei giornali, sempre penosa dal punto di vista estetico, spesso lo è anche dal punto di vista morale, persino per chi abbia pochi scrupoli morali.
La libertà di stampa è garantita solo a coloro che possiedono un giornale.
La maggioranza di noi sente che non possiamo essere liberi senza giornali, ed è questo il motivo per cui vogliamo che i giornali siano liberi.
La miglior dote dei peggior politici è l'ipocrisia; quella dei peggior giornalisti è di mascherarla.
La moltitudine dei giornali è la letteratura e la tirannide degli ignoranti.
La precisione è per un giornale ciò che la virtù è per una donna, però un giornale può sempre pubblicare una smentita.
La prima Legge del Giornalismo: confermare i pregiudizi esistenti, piuttosto che contraddirli.
La prostituzione del corpo ha in comune col giornalismo la capacità di non dover sentire, ma, rispetto a esso, ha in suo vantaggio la capacità di poter sentire.
La pubblicità contiene le uniche verità affidabili di un giornale.
La stampa non è l'opinione pubblica.
Le spie non servono al giorni nostri. La loro professione si è esaurita. I giornali fanno il loro lavoro.
Mai credere né agli specchi né ai giornali.
Nel giornalismo c'è questo di buono: ciò che è scritto oggi è dimenticato domani.
Nelle polemiche sui giornali la sola difesa valida è l'assalto.
Non avere un pensiero e saperlo esprimere : è questo che fa di qualcuno un giornalista.
Non c'è nulla di più spregevole dei giornalisti che amano il loro mestiere.
Non ci può essere alcuna legge suprema del giornalismo che il dire la verità e la vergogna del diavolo.
Non ho mai letto un giornale. Mi sembra inutile. Quanto scrivono i giornali è scritto per essere dimenticato, altrimenti non avrebbe nessuna giustificazione.
Non sono le notizie che fanno il giornale, ma il giornale che fa le notizie.
Non è assolutamente vero che il mestiere dello scrittore sia un lavoro nobile, basta guardare certi giornalisti.
Ogni buon giornalista ha un romanzo dentro di sé, che poi è un posto eccellente per lo stesso.
Ogni giornale, dalla prima all'ultima riga, non è che un tessuto di orrori. Non capisco come una mano pura possa toccare un giornale senza una convulsione di disgusto.
Ogni persona libera, ogni giornalista libero, deve essere pronto a riconoscere la verità ovunque essa sia. E se non lo fa è nell’ordine: un imbecille, un disonesto, un fanatico.
Omero è nuovo, stamattina, e niente è forse così vecchio come il giornale di oggi.
Osservateli questi uomini in eccesso. Son sempre malati, vomitano la loro bile e chiamano quel vomito: giornale.
Per i giornalisti, la lettura dei giornali è un’attività indispensabile e la rassegna stampa uno strumento di lavoro: per sapere cosa dire occorre sapere cosa hanno detto gli altri. E’ questo uno dei meccanismi attraverso i quali si genera l’omogeneità dei prodotti proposti.
Per quel che riguarda il giornalismo moderno, non è affare mio difenderlo. Giustifica la sua esistenza attraverso il principio darwiniano della sopravvivenza del più volgare. Io ho soltanto a che fare con la letteratura.
Per raccogliere i beni inestimabili prodotti dalla libertà di stampa, bisogna sapersi sottomettere ai mali inevitabili che essa fa nascere.
Per un giornalista un essere umano è un oggetto avvolto nella pelle.
Peste della patria è il giornalismo che accetta le notizie senza vagliarle, quando pur non le inventa.
Poiché in genere i giornalisti sono piuttosto imbecilli e guadagnano anche molto, spero che un giorno, quando grazie al loro impegno, sarò rimbecillito anch'io, vorranno avere un occhio di riguardo e mi aiuteranno a guadagnare qualcosa.
Quando un giornalista gli chiese cosa pensava della civilizzazione dell'occidente: penso sia una buona idea.
Quei bordelli del pensiero che si chiamano giornali.
Se ci mettiamo a parlare in una stanza buia, le parole assumono improvvisamente nuovi significati; così tutte le qualità che la pagina stampata ha sottratto al linguaggio ritornano nel buio della radio.
Se le parole sono state inventate per nascondere il pensiero, allora i giornali sono un grande miglioramento di una pessima invenzione.
Se leggessimo oggi i quotidiani di domani, il futuro non avrebbe luogo.
Sento un profondo disgusto per i giornali, ossia per l'effimero, per il transitorio, per quanto oggi è importante ma domani non lo sarà più.
Senza un giornalismo di regime una dittatura non può sopravvivere.
Sono diventato giornalista perché non voglio che la mia fonte di informazione siano i giornali.
Tolstoj ripeteva spesso che per conoscere davvero un paese bisognava visitarne le prigioni: noi sosteniamo invece che è sufficiente (e più agevole) scorrerne i quotidiani.
Tutti i giornali di successo sono incessantemente queruli e bellicosi. Non difendono mai qualcuno o qualcosa se possono; se vengono forzati a farlo, lo affrontano denunciando qualcuno o qualcos'altro.
Tutti i giornalisti sono, per via del loro mestiere, degli allarmisti; è il loro modo di rendersi interessanti.
Un buon giornale è una nazione che parla a se stessa.
Un buon giornalista non legge che un giornale, il suo, e in questo giornale, non legge che un articolo, il suo.
Un giornalista, e lo stesso vale per un fotografo, ha il dovere di vivere in mezzo alle formiche, di vedere il mondo dal loro punto di vista.
Un vero giornalista: spiega benissimo quello che non sa.
Una grande quantità di cattivi scrittori vive unicamente della stoltezza del pubblico, che non vuol leggere se non ciò che è stato stampato il giorno stesso: sono i giornalisti.
Una volta c'era il signore, gli apostoli ed i vari predicatori; oggigiorno c'è il grande fratello, una schiera di fedeli giornalisti e vari predicatori. Praticamente è tutto come prima, compreso i miracoli.
È inammissibile che gli scienziati torturino gli animali; che facciano i loro esperimenti con i giornalisti e i politici.
È singolare come alcune giornaliste si adirino per essere state fotografate in topless e al tempo stesso non si vergognino minimamente di mostrare in televisione tutte le sere il loro volto.