Passione

Aforismi

Proverbi Italiani

A asino duro bastone di sorbo.
A barca grande, vela grande.
A barca rotta ogni vento è contrario.
A ben s'appiglia chi ben si consiglia.
A bocca malata tutto pare amaro.
A buon cavalier non manca lancia.
A buon intenditor poche parole.
A calunnie nuove e vecchie non mancan mai le orecchie.
A can che lecca cenere non gli fidar farina.
A cane mansueto il lupo par feroce.
A cani e a cavalli magri vanno addosso le mosche.
A carne di lupo denti di cane.
A cattivi vicini non imprestar quattrini.
A cattivo scolaro cattivo maestro.
A caval che corre non serve frusta.
A chi brucia nel fuoco non dà noia il fumo.
A chi cammina non mancano osterie.
A chi desia ed aspetta sembra indugio anche la fretta.
A chi diventa povero muoiono i parenti.
A chi dà volentieri la mano prendono anche il braccio.
A chi fa il male non mancano le scuse.
A chi giova la lingua e a chi il dente.
A chi ha abbondanza di lardo tutti prestano la padella.
A chi ha da aver bene dormendo gli viene.
A chi ha figlie da maritare, non gli manca nè da dire nè da fare.
A chi ha la gabbia presto arriva l’uccello.
A chi ha voglia d’intendere basta mezza parola.
A chi maneggia il grasso si ungono le dita.
A chi non dorme dan fastidio i topi in cantina e le mosche in soffitta.
A chi non ha voglia di pagare non mancano le scuse.
A chi parla poco basta la metà del cervello.
A chi piaccion le belle, a chi le brutte: per questa strada si maritan tutte.
A chi piace la cipolla, resta indigesto il tartufo.
A chi piscia contro vento, si bagna la camicia.
A chi sa non manca nulla.
A chi si butta nel pozzo la Provvidenza non porge la scala.
A chi spesso giura poco si crede.
A chi sta bene è facile dar consigli.
A chi ti dà la mano non devi prendere il braccio.
A chi ti manda un barile di vino offrine almeno un bicchiere.
A chi ti può togliere quello che possiedi, dai subito quel che desidera.
A chi vuol dormire le pietre sembrano piume.
A chi vuol far male non manca occasione.
A chi vuol rubare il diavolo insegna il modo.
A chi vuole non manca il modo.
A chi è affamato, ogni cibo è grato.
A chi è felice basta un fiore, a chi è scontento non basta un giardino.
A chi è nato sfortunato gli piove nel forno.
A chiedere non si perde niente.
Bacchettoni e colli torti tutti il diavol se li porti; baciapile e leccasanti se li porti tutti quanti.
Bacio per forza non vale una scorza.
Balla bene quello al quale suona la fortuna.
Ballo senza suoni ballo di coglioni.
Bambino senza denti ha freddo in tutti i tempi.
Barba insaponata è mezza fatta.
Barca con due timoni barca da coglioni.
Barca grande, vela grande.
Barca senza timone non arriva mai.
Basta un matto per casa.
Basta un sorso per sapere com’è tutto il mare.
Basta una nuvola per guastare il sereno.
Bastano due righe per impiccare un galantuomo.
Batti il buono e lo farai migliore, batti il cattivo e lo farai peggiore.
Beata la famiglia, dove prima nasce una figlia.
Beata quell'annata che dal vento è governata.
Beato quell'uccello, che fa il nido al suo paesello.
Bel discorso accorcia la giornata.
Bella femmina che ride vuol dir borsa che piange.
Bella insegna, cattiva mercanzia.
Bella maschera non ha cervello.
Belle o brutte, si sposano tutte.
Bellezza e castità son sempre in guerra.
Bellezza è come un fiore che presto nasce e presto muore.
Bellezze fino alle porte e virtù fino alla morte.
Bello o brutto, il marito non deve sapere tutto.
Ben ascolta chi nota.
Ben faremo, ben diremo, ma non va la barca senza remo.
Ben pesca chi usa amo d’argento.
Ben ricordi e tenga a mente, il bugiardo quando mente.
Ben semina chi dona al povero.
Ben servir acquista amici e vero dir nemici.
Ben vedere fa ben credere.
Ben venga chi ben porta.
Bene fatto per paura nulla vale e poco dura.
Bene perduto meglio conosciuto.
Beneficio passato, beneficio dimenticato.
Beni di fortuna, passano come la luna.
Benvenuta disgrazia se sei sola!
Bisogna accomodarsi ai tempi.
Bisogna andare a letto senza farselo comandare e alzarsi senza farsi chiamare.
Bisogna andare dove va la corrente.
Bisogna aprire la bocca secondo i bocconi.
Bisogna ballare secondo la musica.
Bisogna contentarsi di quel che passa il convento.
Bisogna credere solo a quello che si vede.
Bisogna dare con una mano e prendere con due.
Bisogna dare tempo al tempo.
Bisogna essere prudenti come serpenti e innocenti come colombe.
Bisogna fare di necessità virtù.
C'è anche chi vuole insegnare a nuotare ai pesci.
C'è sempre una prima volta.
Caccia via malinconia: quel che ha da esser convien che sia.
Cacciare e non prendere è come leggere e non intendere.
Cadendo s'impara a camminare.
Cadon le rose e restan le spine: non giudicate innanzi la fine.
Caldo di panni non fece mai danni.
Caldo e freddo non son bastardi: se non vengono presto, vengon tardi.
Calore di cucina, dura fino in cantina.
Cambiare per cambiare meglio lasciar stare.
Cammina più la verità che è zoppa, della bugia che ha sette cavalli.
Campa cavallo che l’erba cresce!
Campo sulla riva brutta prospettiva.
Campo vicino, dà pane e vino.
Can che morde non abbaia.
Can che vuol mordere non abbaia.
Cane affamato mangia il pan muffato.
Cane battuto ha paura dell’ombra del bastone.
Cane che caccia due lepri non ne prende nessuna.
Cane che ha molti padroni va a letto digiuno.
Cane fuggito trascina la corda.
Cane muto, guardati le gambe.
Cane pigro non mangia mai una zuppa calda.
Capelli e guai, non mancan mai.
Capo grosso cervello magro.
Capo senza lingua, non vale una stringa.
Capra zoppa non si stende all’ombra.
Carità rinfacciata diventa una sassata.
Caro costa quello che si compra pregando.
Caro è il miele che si compra dall’orso.
Carro che perde il timone va nel precipizio.
Carro di fieno, buona nuova avremo; carro di paglia cattiva e non si sbaglia.
Carte e donne fanno sempre come vogliono.
Casa che ha buon vicino val più qualche fiorino.
Casa da rondine abitata benedetta e fortunata.
Casa dove non batte il sole entra il medico a tutte l’ore.
Casa esposta e vigna nascosta.
Casa mia, casa mia, benchè piccola tu sia, tu mi sembri una badia.
Casa mia, letto mio ci fo quel che voglio io.
Casa mia, regole mie.
Casa non invidiata, o povera o malata.
Casa senza figlioli, giardino senza fiori.
Casa, dolce casa.
Cattiva moneta torna sempre indietro.
Cattiva sarta non trova mai le forbici.
Cattiva è l'arte che non campa il maestro.
Cattive parole guastano i buoni costumi.
Cattivi fatti non hanno padre.
Cattivo vicino lunga guerra.
Cavalli e cani, da paesi lontani: donne e buoi, dei paesi tuoi.
D'aprile la prima intronata, sveglia il ghiro e la lumaca.
D'aria non si campa.
D'avvocati e di notai è pieno l’inferno.
D'imparare non si finisce mai.
D'inverno a letto o al fuoco. d’estate a spasso e al gioco.
D'invidia si muore.
D'ogni fuscello si può fare una trave.
D'ogni male e d’ogni bene, la fine presto viene.
Da cattivo albero non venne mai buon frutto.
Da che se ne dice qualcosa ci deve essere.
Da chi non ha figli, non andar nè per fuoco nè per consigli.
Da chi non ride mai, stai lontan come dai guai.
Da colpa nasce colpa.
Da cosa nasce cosa.
Da dove men si pensa salta fuori la lepre.
Da due volpi non nasce un agnello.
Da fiume muto passa lontano.
Da gente senza figli, nè danaro nè consigli.
Da giudice che prende, giustizia invan s’attende.
Da un avaro puoi avere, da un goloso no.
Da un'invenzione ne viene un’altra.
Da una donna vecchia si guarda anche il diavolo.
Da una rosa nascon le spine e dalle spine la rosa.
Da uomo che ha fame, guardati come dal cane.
Dadi e donne, di rado mantengono quel che promettono.
Dagli amici mi guardi Iddio che dai nemici mi guardo io.
Dagli atti si riconoscono i matti.
Dagli occhi comincia il peccato.
Dai ladri di casa mal ci si guarda.
Dai tuoi, più lontano che puoi.
Dal detto al fatto, c'è un bel tratto.
Dal dolce vien l'amaro.
Dal mal fare ci si guarda, ma dal mal dire nessun si salva.
Dal mare sale e dalla donna male.
Dal migliore amico la peggior sassata.
Dal sapere vien l'avere
Dal talento vien l'avere.
Dal tempo e dall'esperienza nasce la prudenza.
Dal vitello si conosce che bue ha da venire.
Dal volo si conosce l'uccello.
Dall'amico e dal parente non comprar nè vender niente.
Dall'ascoltare viene sapienza e dal parlare pentimento.
Dall'asino non cercar lana.
Dall'esperienza nasce il sospetto.
Dall'insegna si conosce l’osteria.
Dall'invidioso guardati come dal tignoso.
Dall'occhio si vede l'innamorato.
Dall'odore si conosce il fiore.
Dall'opera si conosce il maestro.
Dà chi non ha.
Ebrei e contadini, mercanti fini.
Ebrei e rigattieri, spendono poco e gabban volentieri.
Ecco il rimedio per l’ipocondria: mangiare e bere in buona compagnia.
Eclisse di sole e di luna, non portano mai fortuna.
Errare in gioventù è minor vergogna.
Esci fuori a chiedere consiglio, torna a casa e fai come ti pare.
Esistono più guai che piaceri.
Esperienza è madre di scienza.
Estate che brucia, inverno che pela.
Fa male chi crede troppo e chi crede poco.
Fa male il dente quando nasce e quando muore.
Fa mercato chi guadagna come chi perde.
Fa più colui che vuole di colui che può.
Fa più miracoli una botte di vino che una chiesa di santi.
Fa più rumore una foglia che casca, che una foresta che cresce.
Fa più un vecchio in un canto, che un giovane in un campo.
Fa più una gallina a spargere che cento a radunare.
Fa prima una donna a trovare una scusa, che un topo a infilarsi in un buco.
Faccenda fatta, fatica dimenticata.
Faccia senza colore, falso o traditore.
Facendo male, sperando bene, la vita passa e la morte viene.
Facile è cavalcare la tigre, difficile è scendere.
Facile è maritare, più difficile durare.
Fagioli e pasta, per un pranzo è quanto basta.
Fai del bene e scordatelo; fai del male e pensaci.
Fai il dovere e non temere.
Fai l'arte che tu sai e, se non arricchisci, camperai.
Fai quel che devi e farai sempre bene.
Fai quel che devi, avvenga quel che vuole.
Fai quel che dico e non far quel che faccio.
Falco col gozzo pieno lascia volare i colombi.
Fammi indovino e ti farò ricco.
Fanciulli e cani, son buoni ruffiani.
Far elemosina non vuotò mai borsa.
Far male e far bene, di rado conviene.
Fare il bene tardi è meglio che mai.
Fare il male è peccato, fare il bene è sprecato.
Fare la carità non manda in rovina.
Farfalla sulla persona, mena fortuna buona.
Fatica per sapere e lavora per avere.
Fatica promette e costanza mantiene.
Fatta la festa non si trova chi spazzi la sala.
Fatta la legge, trovato l’inganno.
Fatta una cosa tutti la sapevano far meglio.
Fatti amici in tempo di pace che ti servano in tempo di guerra.
Fatti buon nome e fai quello che vuoi.
Fatti consigliare da chi è stato alla guerra e non da chi ne ha sentito parlare.
Fatti crescere le ali e dopo vola.
Fatti di miele e ti mangeranno le mosche.
Fatti i maccheroni rimane l’acqua torba.
Fatti leone e avrai la tua parte.
Fatti moglie e marito, il bene è già finito.
Fatti un buon nome e piscia a letto: diranno tutti che hai sudato.
Fatto bene, o fatto male, dopo il contratto si beve un boccale.
Fatto l'errore arrivano cento consigli.
Favore pregato è mezzo pagato.
Febbraio ferra, aprile apre, maggio sparge le foglie per le capre.
Febbraio fini la scorta e fece bruciare la tavola e la porta.
Fà bene ai tuoi e agli altri, se tu puoi.
Gabbia d'oro non fa cantare l’usignolo.
Galantuomo si nasce, non si diventa.
Gallina che tarda al pollaio, acqua sotto il grondaio.
Gallina vecchia fa buon brodo.
Gallina vecchia senza tetto non fu mai senza difetto.
Gallo e garzone, si cambiano alla nuova stagione.
Gamba corta fa lunga via.
Gambe mie non è vergogna, di fuggir quando bisogna.
Gatta coi guanti non prese mai topo.
Gatti e matti lisciali per il verso del pelo.
Gatto che fa bene il suo mestiere è anche un pò ladro.
Gatto rinchiuso diventa leone.
Gatto scottato dall’acqua calda, ha paura di quella fredda.
Gelosia, la peggiore malattia.
Gemma d'aprile, poco vino nel barile.
Generoso in cortesia e avaro in amicizia.
Gennaio dei gatti, febbraio dei matti.
Genovese, falso cortese.
Gentilezza corre prima al perdono.
Giochi di delfino, fortunale vicino.
Gioco che troppo dura, diventa una seccatura.
Gioia e sciagura, sempre non dura.
Gioia troppo attesa perde il sapore.
Giovane ozioso, vecchio bisognoso.
Giovane senza esercizio, finisce a precipizio.
Gioventù disordinata, vecchiezza tribolata.
Gioventù in libertà, vecchiaia in povertà.
Gioventù non ha virtù.
Gioventù oziosa, vecchiezza bisognosa.
Gioventù sogna e vecchiaia ricorda.
Giovinezza non ha saggezza.
Giovinezza vale bellezza.
Giovinezza è mezza ricchezza.
Gira, gira, all'Avemaria ognun si ritira.
Giuda non dette un solo bacio.
Giuda una volta, Giuda sempre.
Giugno freddolino, povero contadino.
Giugno pungente, villano piangente.
Giuramento per forza, non vale una scorza.
Giurare costa meno che mantenere.
Gl'incomodi altrui si sopportano meglio dei propri.
Gl'interessi guastano i parentati.
Gli accidenti son come le foglie: chi li manda li raccoglie.
Gli affari sono affari.
Gli amici dell'infelice abitano lontano.
Gli amici fanno comodo anche a casa del Diavolo.
Gli amici non son mai troppi.
Gli amici si conoscono nei bisogni.
Gli amici son come i meloni: ne van provati cento per trovarne uno buono.
Gli amici sono come gli ombrelli: quando ne hai bisogno non li trovi mai.
Ha ancora da nascere quello che piace a tutti.
Ha noie chi ha da dare e chi ha da avere.
Ha più il ricco quando impoverisce, che il povero quando arricchisce.
Ha una mano lunga per prendere e una mano corta per dare.
Ho fatto credito per esser garbato: ho perso il cliente e non son stato pagato.
I baci sono come le ciliegie: uno tira l’altro.
I baci sono i messaggeri d’amore.
I baffi non crescono a tirarli.
I benefici procurano gli amici.
I bocconi troppo grossi non si possono inghiottire.
I buoni giudici devono avere grandi orecchi e piccole mani.
I buoni nuotatori spesso affogano.
I buoni predicatori danno frutti e non fiori.
I buoni sentimenti, portano i pentimenti.
I buoni sono spesso soli.
I camini più alti fanno meno fumo.
I campanili si misurano dall’ombra e gli uomini dagl’invidiosi.
I capelli bianchi indicano la vecchiaia, non la saggezza.
I castagni non fecero mai aranci.
I coglioni vanno sempre a coppia.
I complimenti non creano obblighi.
I conti fatti in tasca agli altri tornano sempre.
I conti si fanno alla fine.
I curiosi sono i primi ad esser presi.
I danari cavano le voglie.
I danari se ne vanno come l’acqua benedetta: ognuno ne prende pochi, ma la pila si vuota.
I danari stanno sempre con il cappello in mano.
I danari vengono a passi e fuggono a balzi.
I debiti mordono notte e giorno.
I debiti non si pagano il giorno che si fanno.
I debiti si pagano e i peccati si piangono.
I debiti son come le corna: quelli che non si sanno son più di quelli che si sanno.
I debiti tolgono il sonno.
I denari di gioco van come il fuoco.
I denti insegnano a masticare.
I discorsi non fanno farina.
I doni entrano senza suonare il campanello.
I doni inaspettati, sono sempre i più grati.
I doni si dimenticano presto.
I fagioli sono la carne dei poveri.
I falsi amici ballano con le lepri e cacciano con i cani.
I fanciulli credono che quando piove a casa loro, piova dappertutto.
I fastidi dei padroni sono banchetti dei servi.
I fatti non vanno allo stesso passo delle promesse.
I figli sono come i capelli: meno sono e più si curano.
I figlioli dei gatti pigliano i topi.
I fiumi lenti son profondi.
I frutti migliori li beccano gli uccelli.
I frutti proibiti sono i più dolci.
I fucili li carica il Diavolo.
I furbi s'acchiappano coi furbi.
I furfanti sono come i gatti: cascano sempre in piedi.
I galantuomini sono rari come le mosche bianche.
I gamberi giovani imparano a camminare dai vecchi.
I gatti hanno sette vite.
L'abbondanza fa arroganza.
L'abbondanza genera fastidio.
L'abbondanza la fa il povero.
L'abbondanza non fa bene nemmeno al porco.
L'abbondanza porta arroganza.
L'abbondanza rende vile ogni cosa gentile.
L'abisso chiama l’abisso.
L'abito non fa il monaco.
L'abito portato con un nodo di pazienza fa di sè grata apparenza.
L'abito rubato non tiene caldo.
L'abitudine si fa forte con gli anni.
L'abitudine è una camicia di ferro.
L'abitudine è una tela di ragno che diventa una catena.
L'abuso non toglie l’uso.
L'acqua d'aprile il bue ingrassa, il porco uccide e la pecora se ne ride.
L'acqua del mare è tanta: c’è chi ci affoga e c’è chi ci canta.
L'acqua di maggio inganna il villano: par che non piova e si bagna il gabbano.
L'acqua ferma affoga il pescatore.
L'acqua rovina i ponti e il vino le teste.
L'acqua si chiede e il vino si offre.
L'acqua torba non fa specchio.
L'agio fa l'uomo poltrone.
L'albero buono dà frutti buoni.
L'albero cade dalla parte dove pende.
L'albero perde i frutti e le foglie: l’uomo perde la forza e non le voglie.
L'albero si conosce dal frutto.
L'allegria è d'ogni male il rimedio universale.
L'allegria è degli scapati, la malinconia degli ammogliati.
L'altezza è mezza bellezza.
L'ambizione e la pulce saltano in alto.
L'ambizione ubriaca come il vino.
L'ambizione, l'odio e la vendetta muoiono sempre di fame.
L'amicizia è bella, finché frigge la padella.
L'amicizia è una rendita e la passione una vendita.
L'amico non è conosciuto fino a quando non è perduto.
L'amico è come il vino: se è buono migliora col tempo.
L'amo migliore ce l'ha l'adulatore.
L'amor del militare dura un'ora e in ogni luogo lascia una signora.
L'amore arriva a cavallo e l’odio a dorso d’asino.
L'amore comincia con balli e canti e finisce con pene e pianti.
L'amore del soldato dura un’ora: ogni paese un fiasco e una signora.
L'amore della madre non invecchia.
L'amore e la fede dall'opera si vede.
L'amore e la fortuna, cangiano come la luna.
L'amore fa molto, il danaro tutto.
L'amore ha il becco di miele e la coda di fiele.
L'amore non ha consiglio.
L'amore vero non è messo in fuga dall’apparire della prima ruga.
L'amore vince tutto, il danaro governa tutto, il tempo consuma tutto e la morte vince tutto.
L'amore, l'inganno e il bisogno insegnano la retorica.
Madre pietosa fa la figlia tignosa.
Madre valente fa la figlia buona a niente.
Magnato il fico perduto l’amico.
Mai dire mai.
Mal che non duole, guarire non puole.
Mal consiglio va raro invano.
Mal di ventre e mal di dente, quand’è finito non pare niente.
Mal frutto coglie chi serve gl’ingrati.
Mal si caccia col cane che abbaia.
Mal si mangia con chi conta i bocconi.
Mal si prendono le pulci con i guanti.
Mala lingua, malo vicino: brutta la sera e brutta al mattino.
Malanni e guai, vanno a chi crede troppo e a chi non crede mai.
Male altrui consiglia, chi per sè non lo piglia.
Male e bene a fine viene.
Male non fare, paura non avere.
Male si nuota contro la corrente.
Male si scioglie il nodo stretto a lungo.
Malinconia non paga debiti.
Malinconia è quasi malattia.
Mamma mamma: chi l’ha la chiama e chi non l’ha la brama.
Mamma, com’è grande il mondo! Disse il bambino che aveva fatto il giro dell’orto.
Mancamento d'argento porta pena e tormento.
Mancando i saggi i folli tengono banco.
Mangia oggi quel che hai e domani quello che avrai.
Mangia poco, bevi meno e a lussuria metti freno.
Mangia quanto hai, ma non dire quanto sai.
Mangiamo e beviamo e al domani non pensiamo.
Mangiare e grattare, tutto sta a cominciare.
Mani calde d'ammalato, mani fredde d’innamorato.
Mano di ferro e guanto di velluto.
Mano fredda caldo amore.
Mare per onde, non si nasconde.
Mare, femmina e fuoco, non son cose da poco.
Marito e morte, vengono per la sorte.
Martello d'oro rompe le porte di ferro.
Matrimonio contrattato, presto guasto e tribolato.
Matrimonio fatto per amore, si vive sempre con dolore.
Matrimonio senza suoni, temporale senza tuoni.
Meglio abbondare che farla mancare.
Meglio arrossire da giovani che impallidire da vecchi.
Meglio asino tristo che portare il sacco in spalla.
Meglio avere uno che dover dare due.
Meglio cader dal letto che dal tetto.
Meglio capo di gatto che coda di leone.
Meglio cento beffe che un danno.
Meglio contrastare col birbante, che avere a che far coll’ignorante.
Meglio crepi la panza che la roba avanza.
Meglio danno che cattivo guadagno.
Meglio danno segreto che vergogna palese.
Naso a punta, furbizia con la giunta.
Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi.
Nave senza timone, nave senza direzione.
Ne dovrà passare dell’acqua sotto i ponti!
Ne uccide più la gola che la spada.
Neanche dopo un secolo si dà la fiducia ad occhi chiusi.
Neanche il cinghiale vuol sentir dire che il porco è suo fratello.
Nega più un asino di quanto affermino dieci sapienti.
Negli affari non si conosce amico.
Negli affari è come al gioco della dama: perde chi pensa solo alle proprie mosse.
Negli altrui difetti, guardati e rifletti.
Nei fiori sta la serpe.
Nei grandi laghi si prendono grossi pesci.
Nei pericoli si vede chi d’amico ha vera fede.
Nei sacchi e nei patti trovi quello che ci metti.
Nel bene prudenza, nel male pazienza.
Nel campo dell'accidia non crescono che ortiche.
Nel difficile sta la virtù.
Nel dono si guarda il cuore e non si guarda il valore.
Nel dubbio, aspetta.
Nel giardino del tempo c’è anche il fiore della rassegnazione.
Nel latte si conoscono bene le mosche.
Nel letto d'argento si sogna d’oro.
Nel lungo viaggio anche una piuma pesa.
Nel mare si pigliano i pesci grandi.
Nel matrimonio un mese di miele e il resto di fiele.
Nel paese degli asini il mulo è podestà.
Nel paese della speranza, né si cena né si pranza.
Nel palazzo della giustizia prima passa il danaro e poi la legge.
Nel piccolo ruscello non si prendono grossi pesci.
Nel vino e nel gioco, si conosce l’uom da poco.
Nella bandiera il colore, nel vino il sapore e nella donna il pudore.
Nella bocca del discreto, cio` che è pubblico è segreto.
Nella buona compagnia non ci sta malinconia.
Nella casa non c'è pace quando la gallina canta e il gallo tace.
Nella felicità ragione, nell’infelicità pazienza.
Nella guerra d'amor vince chi fugge, disse il promesso sposo che scappò dall’altare.
Nella miseria la vita è noia.
Nella neve i ciechi vedono il bufalo.
Nella terra del tiranno, tristi quelli che vi stanno.
Nelle botti piccole ci sta il vino buono.
Nelle più belle ciliegie stanno i più grossi bachi.
Nemico diviso, mezzo vinto.
Né a tavola né a letto, si porta rispetto.
Né di tempo, né di signoria non ti dar malinconia.
Né fiamma senza fumo, né virtù senza invidia.
Né minestra riscaldata, né serva ritornata.
Né muro né porte, valgon contro la morte.
Né tanto dolce che ognuno ti succhi, né tanto amaro che ognuno ti sputi.
Né troppo tardi a tavola, né troppo presto in chiesa.
O cotta o cruda il fuoco l’ha veduta.
O danni o malanni: continui affanni.
O di stoppa o d'oro, quel che s’apprezza è sempre il lavoro.
O la va, o la spacca.
O nel petto o nella spalla, il puledro somiglia alla cavalla.
O rosichi quest'osso o salti questo fosso.
Occhi di fuoco hanno labbra ardenti.
Occhio di falco, ala di colombo volano per tutto il mondo.
Occhio per occhio, dente per dente.
Occhio scuro, capello biondo il più bello che c’è al mondo.
Odio e invidia non muoiono mai.
Offese e legnate van sempre contate.
Oggi in alto, domani in basso.
Oggi in canto, domani in pianto.
Oggi incudine, domani martello.
Oggi male, doman bene piglia il mondo come viene. Oggi ben, domani male: questo mondo è sempre uguale.
Oggi non si fa credito; domani forse si. Venite pur domani: sarà sempre cosi.
Oggi pioggia e doman vento, tutto muta in un momento.
Oggi si perde, domani si guadagna.
Oggi è il figlio di ieri e il padre di domani.
Ogni aiuto è buono, tranne quello a tavola.
Ogni animale fa il suo verso.
Ogni arte ha i suoi segreti.
Ogni bel fiore, perde l'odore.
Ogni briccone ha la sua devozione.
Ogni cane abbaia bene a casa sua.
Ogni cane mena la coda.
Ogni cane è leone in casa sua.
Ogni casa ha una tegola rotta.
Ogni colpa ha il suo castigo.
Ogni convento ha la sua regola.
Ogni cosa ha due lati.
Ogni cosa novella pare bella.
Ogni cosa va presa per il suo verso.
Ogni cosa vuol misura.
Ogni creatura, ha la sua natura.
Ogni domane, porta il suo pane.
Ogni eccesso è vizioso.
Ogni erba ha il suo seme.
Ogni erba si conosce per lo seme.
Ogni famiglia ha la sua pecora zoppa.
Ogni favola ha la sua morale.
Ogni fidanzata, studia per sposata.
Ogni fiore ha i propri odori, ogni mano ha i suoi lavori.
Ogni fortezza, ha la sua debolezza.
Ogni frutto vuol la sua stagione.
Ogni gioco ha la sua legge.
Ogni giorno fa la luna, e ogni giorno se ne impara una.
Ogni giorno ha il suo malanno, non c’è vita senza affanno.
Ogni gravidanza, ha la sua usanza.
Pace tra suocera e nuora, dura quanto la neve marzola.
Padre e padrone, han sempre ragione.
Padre pietoso fa figli infelici.
Padrone indulgente fa servo negligente.
Paese che vai usanza che trovi.
Paesi piccoli, scandali grandi.
Paga il giusto per il peccatore.
Pancia piena non crede a digiuno.
Pancia piena vuol riposo, pancia vuota vuol qualcosa.
Pancia vuota non si racconta.
Pane a bilancia, non sazia la pancia.
Pane di governo, pane eterno.
Pane di sudore, ha gran sapore.
Pane fin che dura, e vino con misura.
Pane invidiato, con gusto mangiato.
Pane mangiato, presto dimenticato.
Pane misurato, uomo affamato.
Parente che non è buono, fuggilo come il tuono.
Parente lontano amato e benedetto.
Parente o non parente va male a quello che non ha niente.
Parenti, male di denti.
Parere e non essere è come filare e non tessere.
Parla all'amico come se dovesse diventar nemico.
Parla poco e ascolta assai e giammai non fallirai.
Parlano i pappagalli e tacciono i gufi.
Parlar molto e parlar bene, mai si trovano assieme.
Parlar senza pensare è tirar senza mirare.
Parlare e sapere contan meno dell’avere.
Parlare poco e tacere a tempo è arte che pochi conoscono.
Parola detta e sasso tirato non fu più suo.
Parola di gentiluomo non ha bisogno di giuramento.
Parola riportata, fa più male d’una coltellata.
Parole di santo e unghie dentro il guanto.
Parole d’angioletto, unghie di diavoletto.
Parole uscite di bocca non si possono richiamare.
Passata la doglia, tornata la voglia.
Passata la festa, il pazzo in maschera resta.
Passata la gola, perduto il sapore.
Passata la trentina, contentati bambina.
Passata la trentina, nessuna donna è più bambina.
Passati i trentuno, non le vuole più nessuno.
Passato il fiume, scordato il santo.
Passato l'asso finito lo spasso.
Passo a passo si va lontano.
Patti chiari, amici cari e borse del pari.
Patti chiari, amicizia lunga.
Pazzo lodato ne produce cento.
Pazzo è chi vive povero per morire ricco.
Peccare è da uomini, ostinarsi è da bestie.
Peccati e debiti son sempre più di quelli che si crede.
Qual di ferro e qual di noce, ogni altare ha la sua croce.
Quand'uno dice i suoi malanni in piazza, chi se ne ride e chi se ne sollazza.
Quand'uno è buono tutti se n’approfittano.
Quand'è finita la battaglia, si contano i morti.
Quand'è spremuto si getta via il limone.
Quando al padre non manca la roba al figlio manca la virtù.
Quando arriva il dottore, scompare il dolore.
Quando arriva la forza se ne va la ragione.
Quando arriva la gloria, svanisce la memoria.
Quando arriva superbia parte amicizia.
Quando beve il padrone ha sete anche il servo.
Quando brucia nel vicinato, porta acqua a casa tua.
Quando c'è il sole non ti curare della luna.
Quando c'è la volontà c’è tutto.
Quando cade la trave cadono anche i travicelli.
Quando canta la cicala: taglia, taglia, al padrone il grano e al contadino la paglia.
Quando ce n'è abbastanza ce n’è per altri tre.
Quando comincia una guerra il diavolo allarga l’inferno.
Quando credi d'essere arrivato non sei che a mezza strada.
Quando dal cuor non viene, nessuno canta bene.
Quando domina la passione, serve la ragione.
Quando dorme la ragione, il cuore esce dalla buca.
Quando fa freddo si fa fuoco anche con la legna verde.
Quando giugno è più asciutto che bagnato, lava il barile e tienlo preparato.
Quando gli asini parleranno latino la fine del mondo sarà vicino.
Quando ha bevuto il maiale si rotola nella fontana.
Quando ha mangiato il mulo alla greppia volta il culo.
Quando hai visto il lampo non aver paura del tuono.
Quando i furbi vanno in processione, il diavolo porta la croce.
Quando i maccheroni cadono in bocca tutti sanno mangiare.
Quando i ragni sognano, sognano ragnatele piene di mosche.
Quando i serpenti escono, c’è il fuoco nella selva.
Quando il baco s'affaccia alla mela trova il becco del merlo.
Quando il boccone è caro anche il dolce pare amaro.
Quando il cane non può mordere abbaia.
Quando il capo non sta bene, ogni membro ne risente.
Quando il cervello troppo varia bisogna dargli aria.
Quando il coniglio entra nel buco la volpe digiuna.
Quando il corpo si frusta l’anima s’aggiusta.
Quando il corpo sta bene l’anima è contenta.
Quando il corvo vola sopra la pecora, male per quella.
Quando il dente sbatte a vuoto, scuote più del terremoto.
Quando il diavolo ti carezza vuole la tua anima.
Quando il dolore gira il male è leggero.
Quando il forte fa le parti il debole sa già quel che gli tocca.
Quando il fuoco piglia in vetta è segno che non ha fretta.
Quando il fuoco scoppia dentro, vivi lieto e stai contento.
Quando il fuoco scoppietta davanti, in arrivo guai e pianti.
Quando il gallo canta a pollaio, aspetta l’acqua sotto il grondaio.
Quando il gatto sta accanto al fuoco, il maltempo tarda poco.
Rane, donne e oche, sembran tante anche se son poche.
Rara Fenice è un uomo felice.
Raramente il povero ha ragione.
Raramente nella storia, l’umiltà sale alla gloria.
Raro vedesi felice, voler bene all’infelice.
Raro veduto caro è tenuto.
Redini e sprone, li governa la ragione.
Regalo aspettato è venduto e non donato.
Reputazione è cristallo fino e debole canna, che ogni aura inchina e ogni respiro appanna.
Rete nuova non piglia uccello vecchio.
Ricchezza mal acquistata, va via in una soffiata.
Ricchezza mal disposta, a povertà s’accosta.
Ricchezza poco vale a quei che l’usa male.
Ricchezza è mezza bellezza.
Riccioli per forza, durano fino alla porta.
Ricco è chi non ha debiti.
Ricevi col sacco e dà i con la mano.
Ridi e il mondo riderà con te.
Ringraziare non paga il debito.
Ritirarsi non è fuggire.
Roba a credito si paga una volta e mezzo.
Roba buona da sé si loda.
Roba cara e donne brutte, se ne trova dappertutto.
Roba data è come comprata.
Roba del comune: un pò a me e un pò a te.
Roba del governo: chi non la ruba va all’inferno.
Roba ereditata è meno stimata.
Roba impegnata quasi venduta.
Roba mal acquistata, non dura un’annata.
Roba non faticata, non dura una giornata.
Roba non pagata, roba non apprezzata.
Roba prestata non torna più a casa.
Roba rara, roba cara.
Roba rubata, dura una giornata.
Roba sprecata fu rimpianta.
Roba sudata non si getta al vento.
Rodendo il cuoio s’impara a mangiar la carne.
Roma non fu fatta in un giorno.
Rosso di mattina, la pioggia s’avvicina.
S'impara il nuovo e si dimentica il vecchio.
S'impara più con la pratica che con la grammatica.
S'impiccano i ladruncoli e non i ladroni.
Sacco legato fu mal giudicato.
Sacco pieno rizza l’orecchio.
Sacco vuoto, gambe stanche.
Saggiamente si governa, chi fugge dado e taverna.
Saggio è colui che impara a spese altrui.
Saluta come sei salutato.
Salutare è cortesia, rispondere è dovere.
Salute e libertà, valgon più d’una città.
Saper fingere è una virtù.
Saper grammatica, non è metterla in pratica.
Sapere è potere.
Sapiente non è chi ha letto molto, ma chi ha letto bene.
Sarà quel che sarà.
Sasso con sasso non fa muro.
Savio è colui che leva dal buco la serpe con la mano altrui.
Sazia l'abbastanza come il troppo.
Sbagliando s'impara.
Scalda più un amore che mille fuochi.
Scappare è mezza astuzia.
Scarpa larga e tasche piene: piglia il mondo come viene.
Scarpe, guanti e berretti, meglio più larghi che più stretti.
Scherzando si dice il vero.
Scherzo fatto a casa torna.
Scherzo lungo non fu mai buono.
Scherzo ripetuto, sempre malvenuto.
Scherzo, riso e gioia, quando è troppo annoia.
Scordati delle offese e non dei benefizi.
Scrupoli e malinconia, lontan da casa mia.
Scure non taglierebbe albero, se albero non desse manico.
Scuse e monete false son buone finché vanno.
Sdegno e vergogna son pieni d’ardire.
Sdegno non sa tener la lingua a segno.
Se abbaia il cane vecchio affacciati alla finestra.
Se ascolti e poi dici ti compri nemici.
Se c'è il sole e tutti dicono che piove, tu apri l’ombrello.
Se cacci il cane tirandogli un osso non te lo leverai mai dai piedi.
Se cade un tizzo dal fuoco, buona nuova arriva tra poco.
Se devi andare a cena col diavolo devi avere un cucchiaio lungo.
Se di febbraio tuona, l'annata sarà buona.
Se doni tutto e presto non muori, da dentro presto ti trovi fuori.
Se facessi il cappellaio, nascerebbero gli uomini senza capo.
Se fischia l'orecchia mancina dice male la vicina.
Se gioventù sapesse e vecchiaia potesse, non ci sarebbe cosa che non si facesse.
Se giugno fa freddino, non avrai manco un quattrino.
Se giugno non fa sudare, pane e vino fa mancare.
Se guadagni otto e spendi nove, te n’accorgi quando piove.
Se hai guai piangi, se hai maccheroni mangi.
Taci di quel che dai, parla di quel che ricevi.
Taglia più la lingua che la spada.
Tal abate, tali i monaci.
Tal giocata, tal guadagnata.
Tal padrone, tal servitore.
Tal ti bacia la bocca e dietro te l’accocca.
Tal è il convento qual è l’abate.
Tal è il gregge qual è chi lo regge.
Tale la madre tale la figlia.
Tale padre, tale figlio.
Taluni hanno una coscienza tanto larga, che vi passa una nave.
Talvolta anche una gallina cieca trova un granello.
Tanta gioia, porta noia.
Tante son le salite che le discese.
Tante teste, tante tempeste.
Tante volte al pozzo va la secchia ch’ella ci lascia il manico o l’orecchia.
Tanti fratelli, tanti castelli.
Tanti grazie non fanno bollire un pentolino.
Tanti sono i fiori, quanti l’amore ha dolori.
Tanto arriva chi corre che chi zoppica.
Tanto fumo e poco arrosto.
Tanto salta la pulce che finisce tra due unghie.
Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino.
Tanto vale un basta che un troppo.
Tanto è ladro chi ruba che chi para il sacco.
Tanto è non intendere che esser sordo.
Tardi parte e presto viene, chi davvero ti vuol bene.
Tardi piange il topo quando è nella trappola.
Tardi s'impara a fare il vecchio.
Tardi si copre la fossa quando vi è caduto il vitello.
Tardi venuto, niente tenuto.
Tartaruga che più s’interra, il freddo prepara la guerra.
Tasca piena ha dolce suono.
Temperanza ti freni e prudenza ti meni.
Tempo e volontà mutano spesso.
Tempo perduto mai non si riacquista.
Temporali e dispiaceri, di lontano son più neri.
Tentare non costa nulla.
Terra che ha sete produce fame.
Testa alta l'ha detta, testa bassa l’ha fatta.
Testa senza lingua, non vale una stringa.
Teste senza sale, presto vanno a male.
Testo senza testa, bestia manifesta.
Tira tira la corda si rompe.
Tocca a volte baciare la mano che vorremmo mozzare.
Togliere quattrini a un avaro è come aprire una pina verde.
Tonaca non fa monaca.
Torna la carne della malattia, non torna quella della malinconia.
Torrente gelato, amico non fidato.
Tosto scaldato, tosto raffreddato.
Uccello in gabbia, canta per amore o per rabbia.
Umiltà, bella virtù, orna la vecchiaia e la gioventù.
Un anno di malinconia non toglie un’ora di collera,
Un asino bianco ne sa quanto uno bigio.
Un asino carico d’oro non è nemmeno un asino ricco.
Un asino trova sempre un altro asino che lo ammira.
Un avaro non è mai ricco.
Un bacio dato non fu mai perduto.
Un basto solo non s’adatta a ogni dorso.
Un bel discorso non fu mai lungo.
Un bel gioco è far fatti e parlar poco.
Un bel viso è la migliore raccomandazione.
Un boccone e cento guai.
Un buon esempio vale due prediche.
Un buon martello raddrizza un vecchio chiodo storto.
Un buon sospetto non è peccato.
Un cane vivo vale più d’un leone morto.
Un cappello non sta bene su tutte le teste.
Un carro di lamenti non paga una lira di debiti.
Un cattivo ne fa un altro.
Un coniglio ha più d’un buco per scappare.
Un debito tira l'altro.
Un delitto si copre con un altro delitto.
Un diavolo conosce l'altro.
Un diavolo scaccia l'altro, ma uno sempre resta.
Un dolore fa dimenticare l’altro.
Un esempio non fa regola.
Un estremo ne produce un altro.
Un favor molto aspettato è mal fatto e assai pagato.
Un figliolo amore e gioco, più di uno fiamme e fuoco.
Un gallo basta a dieci galline e dieci donne non bastano a un uomo.
Un giorno insegna all’altro.
Un giuramento distrugge l’altro.
Un grano di pazienza vale più che un secchio di furbizia.
Un guaio aspetta l’altro.
Un lamento qualcosa porta.
Un malvagio nuoce a molti giusti.
Un matto butta in un pozzo una pietra che cento savi non riescono a cavar fuori.
Un mestiere non guasta l’altro.
Un nano sopra le spalle d’un gigante vede più di due giganti.
Un nemico è troppo e cento amici non bastano.
Un piccolo errore porta la nave lontano.
Un pugno d'oro infrange una porta di ferro.
Un pò per uno non fa male a nessuno.
Un salto lo fa anche il rospo.
Un secchio di lacrime non paga una lira di debiti.
Un'armata di cervi condotta da un leone è più temibile di un’armata di leoni condotta da un cervo.
Un'oncia d'allegria sana ogni malattia.
Un'onda spinge l’altra.
Un'ora di contento, sconta cent’anni di tormento.
Vacca invidiata campò cent’anni.
Vai a ballare dove senti suonare e a mangiare dove vedi fumare.
Vai da chi è guarito e lascia dire il medico.
Vai in piazza, vedi e odi, torna a casa, bevi e godi.
Val più gentilezza senza bellezza che bellezza senza gentilezza.
Val più il legno che la scorza, più l’ingegno che la forza.
Val più la pratica che la grammatica.
Val più un cavolo con amore che un cappone con dolore.
Val più un'ape che cento mosche.
Val più un'oncia di reputazione che mille libbre d’oro.
Val più una cosa fatta che cento da fare.
Val più una vecchia in un canto, che una giovane in un campo.
Val più uno a dir male che cento a dir bene.
Vale più il certo di dieci incerti.
Vale più la corda che il fagotto.
Vale più un testimone di vista che cento d’udito.
Vale più un vicinato che un parentato.
Vale più un'occhiata del maestro che cento colpi dell’operante.
Vale più un'oncia d'amicizia che una libbra di parentela.
Vale più un'oncia di reputazione che cento libbre d’oro.
Vale più un'ora d’allegria, che cento di malinconia.
Vale più una bugia saputa dire che una verità detta a sproposito.
Vale più uno a fare che cento a comandare.
Vari sono degli uomini i cervelli: a chi piace la salvia e a chi gli uccelli.
Vaso che va spesso al fonte, ci lascia il manico o la fronte.
Vecchie abitudini e vecchie botti non cambiano.
Vecchio camino non manda fumo.
Vecchio innamorato, giovane impazzito.
Vede più il padrone con un occhio che il servo con quattro.
Vede più l'ospite che passa del padrone che sta.
Vede più una madre con un occhio che un padre con una dozzina.
Vedendo si conosce la metà, ascoltando si conosce l’intero.
Vedi il bruscolo nell'occhio del prossimo e non la trave che hai nel tuo.
Vedo la moglie e conosco il marito.
Vendetta di cent'anni ha sempre i denti di latte.
Ventre digiuno, non ode nessuno.
Verso il peccato si corre, verso la virtù si zoppica.
Vesti un bastone, pare un barone.
Vesti una villana, pare una sovrana.
Via il dente, via il dolore.
Vicinanza è mezza parentela.
Vicino al fiume e in cima al burrone non si sa chi sia padrone.
Vicino al pepe il sale, vicino al bene il male.
Vicino alla chiesa, tardi alla messa.
Vicino alla sua tana la volpe non fa danno.
Viene il tempo che matura anche la nespola.
Vigilia e digiuno, non piace a nessuno.
Villan nobilitato, non conosce il parentato.
Villani e cani, a chi li bastona leccan le mani.
Villani e cani, a chi li carezza mordon le mani.
Vince più la cortesia che la forza.
Vince solo colui che soffre e dura.
Vino buono, cattiva testa.
Vino dolce fa aceto amaro.
Vino e fuoco sono utili e buoni, solo se non diventano padroni.
Virtù e fortuna non stanno a casa insieme.
Visita rara, più desiderata.
Visse bene chi visse nascosto.
Vivi di quel che hai e non di quel che aspetti.
Vivi e lascia vivere.
Vizio di natura, fino alla fossa dura.
Vizio non punito, cresce all’infinito.
Vizio rinato, vizio peggiorato.
Voglia di lavorar saltami addosso, e fammi lavorar meno che posso.
Voglia di lavorar saltami addosso, lavora tu per me che io non posso.
Volentieri non dispiace a nessuno.
Volentieri non è lontano.
Volentieri si fa presto e bene.
Volere è potere.
Volpe che dorme vive sempre magra.
Volpe vecchia non si fa prendere al laccio.
Vuole il cavallo e compra la frusta.
È come tutti gli anni: viene il freddo prima dei panni.
È difficile che il ladro rubi senza che qualcuno gl’insegni la strada.
È difficile dire qual sia l’asino più bello.
È facile far paura al toro dalla finestra.
È facile migliorare l’invenzione.
È giusto che parli anche la volpe.
È inutile chiudere la stalla, quando sono scappati i buoi.
È inutile comprare la frusta prima del cavallo.
È inutile fasciarsi il capo prima d’esserselo rotto.
È inutile insegnare ai gatti a rampicare.
È inutile piangere sul latte versato.
È inutile risparmiare quando il barile è vuoto.
È meglio consumare le scarpe che le lenzuola.
È meglio contentarsi che lamentarsi.
È meglio dare che ricevere.
È meglio domandare che errare.
È meglio fare invidia che pietà.
È meglio giovare a due che piacere a cento.
È meglio mangi quello che ha, che uno dica quello che sa.
È meglio perder la lana che la pecora.
È meglio perdere la camicia che la pelle.
È meglio scivolare coi piedi che con la lingua.
È meglio un buon amico che cento parenti, siano pur ricchi e potenti.
È peccato imbrogliare, ma anche farsi imbrogliare.
È pericoloso sedere vicino ai bicchieri di vino e alle belle donne.
È più amato un reo che si pente di chi è stato sempre innocente.
È più facile acquistare la gloria che conservarla.
È più facile che una formica mangi un tordo, che la nuora e la suocera vadan d’accordo.
È più facile criticare che far meglio.
È più facile desiderare che arricchire.
È più facile esser saggi per gli altri che per se stessi.
È più facile ferire che guarire.
È più facile governare un regno che una casa.
È più facile levare un chiodo da un legno di pioppo che un soldo di tasca a un prete.
È più facile lo sfare che il fare.
È più facile prendere che rendere.
È più facile presumere che sapere.
È più facile togliere a un avaro che a un goloso.
È più la spesa che l’impresa.
È re chi ruba un regno, ladro chi ruba un legno.
È un gran medico chi conosce il proprio male.