Passione

Aforismi

Oppressione

A quanti uomini, presi nel gorgo d'una passione, oppure oppressi, schiacciati dalla tristezza, dalla miseria, farebbe bene pensare che c'è sopra il soffitto il cielo, e che nel cielo ci sono le stelle. Anche se l'esserci delle stelle non ispirasse a loro un conforto religioso, contemplandole, s'inabissa la nostra inferma piccolezza, sparisce nella vacuità degli spazii, e non può non sembrarci misera e vana ogni ragione di tormento.
Che solo pochi, in qualsiasi circostanza, protestino contro l'ingiustizia di leggi ed usanze da lungo stabilite, non è prova del fatto che non vi sia oppressione, mentre la soddisfazione dei molti, se reale, prova soltanto la loro apatia e il loro profondo degrado.
Chi si sente spirito libero non è oppresso o angustiato dalle cose di questo mondo, perché non le considera. Se uno sente ancora il loro peso, vuol dire che è tanto limitato da dar lui stesso peso a quelle cose.
Dovrebbe esistere una scienza dell’infelicità. La gente ha bisogno di tempi difficili e di oppressione per sviluppare i propri muscoli psichici.
Elevate aspettative furono una volta poste nella democrazia, ma la democrazia significa semplicemente l'oppressione del popolo da parte del popolo per il popolo.
Forse una rivoluzione potrà sì determinare l'affrancamento da un dispotismo personale e da un'oppressione avida di guadagno e di potere, ma mai una vera riforma del modo di pensare.
Gli oppressori non sentono il loro avere di più come privilegio che disumanizza gli altri e loro stessi.
Hai idea di quanto i tiranni temano coloro che opprimono? Sanno benissimo che un giorno tra quelle molte vittime ce ne sarà certamente una che si leverà contro di loro e reagirà!
I popoli ben governati e contenti non insorgono. Le insurrezioni, le rivoluzioni, sono la risorsa degli oppressi e degli schiavi e chi le fa nascere sono i tiranni.
I sentieri infiniti che si attraversano nella vita sono tutti uguali. Gli oppressori e gli oppressi s’incontrano alla fine, e la sola cosa che resta è una vita troppo breve per entrambi.
Il cieco sviluppo della tecnica rafforza l'oppressione sociale, e a ogni passo lo sfruttamento minaccia di trasformare il progresso nel suo contrario, la barbarie completa.
Il desiderio di resistere all'oppressione è radicato nella natura umana.
Il governo dell'uomo da parte dell'uomo, sotto qualsivoglia nome si mascheri, è oppressione; la più alta perfezione della società si trova nell'unione dell'ordine e dell'anarchia.
Il guerrigliero è un riformatore sociale, il quale impugna le armi per rispondere all’irata protesta del popolo contro l’oppressore e lotta per cambiare il regime sociale colpevole di tenere i suoi fratelli inermi nell’ombra e nella miseria.
Il peggior governo è quello più morale. Un governo composto da cinici è spesso molto tollerante e umano. Ma quando i fanatici sono al vertice, non c'è limite all'oppressione.
Il pettegolezzo è l'oppio degli oppressi.
Il potere sa che se tiene l’oppresso e il povero nell’ignoranza avrà gioco facile.
Il problema del lottare per la libertà degli uomini è che uno spende gran parte del proprio tempo a difendere dei mascalzoni. Perché è in prima istanza contro i mascalzoni che vengono emesse le leggi oppressive e l'oppressione deve venire fermata all'inizio se la si vuole fermare davvero.
L'arma più potente nelle mani dell'oppressore è la mente dell'oppresso.
L'oppressione, l'obbligo servile di far studiare e seguire a tutti lo stesso cammino è un grande ostacolo per i giovani che andranno a professare un'arte così difficile.
L'oppresso che accetta l'oppressione finisce per farsene complice.
L'oppressore non si rende affatto conto del male che implica l'oppressione, fintanto che l'oppresso la accetta.
L'oppressore è schiavo quanto l'oppresso, perché chi priva gli altri della libertà è prigioniero dell'odio, è chiuso dietro le sbarre del pregiudizio e della ristrettezza mentale. L'oppressore e l'oppresso sono entrambi derubati della loro umanità.
La democrazia dà a tutti la possibilità di essere oppressori di se stessi.
La maggior consolazione degli oppressi è forse credersi superiori ai loro tiranni.
La non-violenza è la risposta ai cruciali problemi politici e morali del nostro tempo; la necessità dell'uomo di avere la meglio sull'oppressione e la violenza senza ricorrere all'oppressione e alla violenza.
La questione è se preferiamo essere oppressi dal comunismo o sfruttati dal capitalismo.
La rivoluzione è una dittatura degli oppressi contro gli oppressori.
La vita è bella. Possano le generazioni future liberarla da ogni male, oppressione e violenza, e goderla in tutto il suo splendore.
Le differenze ideologiche, per coloro che lottano contro l’oppressione, sono un lusso che non ci si può permettere.
Le persone afflitte provano un po' di gioia nel lamentarsi, gli amanti incontrano conforto e compassione nei sogni e gli oppressi si allietano nel ricevere comprensione.
Mai esaltato mentre un uomo è oppresso; mai abbattuto mentre un altro è osannato.
Maledetto sia l'oppressore che viene con una frusta e ci disprezza perché ci opprime.
Mi piace vivere. Sono spesso stata selvaggia, disperata, acutamente depressa, oppressa dal rimorso, ma nonostante tutto questo io ancora so con certezza che il solo fatto di essere vivi è una grande cosa.
Nessuna oppressione è così pesante o duratura quanto quella inflitta dalla perversione e dall'eccesso di autorità legale.
Ogni guerra di libertà è sacra, ogni guerra d'oppressione è maledetta.
Parliamo con indignazione o entusiasmo; parliamo di oppressione, crudeltà, crimine, devozione, sacrificio di sé, virtù, e non conosciamo nulla di concreto dietro le parole. Nessuno sa che cosa significhi la sofferenza e il sacrificio eccetto, forse, le vittime dello scopo misterioso di queste illusioni.
Prendi posizione. La neutralità favorisce sempre l'oppressore, non la vittima. Il silenzio incoraggia sempre il torturatore, non il torturato.
Quando i tempi sono cattivi, la fantasia degli uomini viene eccitata da fini lontani, ma il tentativo di realizzare quei fini contribuisce poco a rendere migliori i tempi. Utopia e rivoluzione possono apparire attraenti a coloro che sono lontani da entrambi, ma nella realtà significano quasi sempre oppressione e miseria.
Se la mente, che governa il corpo, ogni tanto dimentica se stessa fino a calpestare il suo schiavo, lo schiavo non è mai così generoso da perdonare l'offesa, ma insorgerà per colpire l'oppressore.
Se non state attenti, i media vi faranno odiare le persone che vengono oppresse e amare quelle che opprimono.
Se siete neutrali in situazioni di ingiustizia, avete scelto la parte dell'oppressore. Se un elefante ha la zampa sulla coda di un topo e voi dite che siete neutrali, il topo non apprezzerà la vostra neutralità.
Se volete che il vostro cane rimanga con voi, non tenetelo al guinzaglio.
Sono indispensabili due elementi: la consapevolezza di essere miseri e oppressi, e la convinzione che miseria e oppressione non fanno parte dell’ordine naturale del mondo.
Tutti gli oppressi sanno di dover temere i tribunali e di solito ne stanno alla larga.
Un combattente per la libertà impara la dura lezione che è l'oppressore a definire la natura dello scontro, e all'oppresso talvolta non resta altra scelta se non usare metodi che rispecchiano quelli dell'oppressore. A un certo punto, si può solo rispondere al fuoco col fuoco.
Un governo che usa la forza per mantenere il potere insegna agli oppressi a difendersi con la forza.
Un'anima meschina, sottrattasi all'oppressione, opprimerà a sua volta.
Una stessa legge per il leone e per il bue è oppressione.
È brutto essere oppressi da una minoranza, ma è peggio venire oppressi da una maggioranza. Perché vi è una riserva di potere latente nelle masse al quale, se viene chiamato in gioco, la minoranza può raramente resistere. Ma dalla volontà assoluta di un intero popolo non c'è appello, nessuna redenzione, nessun rifugio se non il tradimento.
È dubbio se gli oppressi abbiano mai lottato per la libertà. Essi lottano per l'orgoglio e il potere, potere di opprimere gli altri. Gli oppressi vogliono soprattutto imitare i loro oppressori; vogliono vendicarsi.
È pagano nell'anima chi accetta l'ingiustizia e l'oppressione col segreto proposito di riuscire a mettersi tra i privilegiati e gli oppressori.