Passione

Aforismi

Fede

A metà strada tra la fede e la critica c’è l’ostello della ragione. La ragione è la fede in ciò che si può comprendere senza fede; ma è anche essa una fede, perché comprendere implica presupporre che esista qualcosa di comprensibile.
A promuovere la fede nel soprannaturale è di solito quella mancanza di senso che ciascuno di noi non fatica a toccare ogni giorno con mano su questa terra.
Abbi fede e smuoverai le montagne, ma attento che poi non ti franino addosso.
Ai tempi dei tempi, il pilastro principale del trono era la fede, oggigiorno il credito. Nemmeno al papa sta a cuore la fiducia dei suoi credenti più di quella dei suoi creditori. Se una volta si lamentavano i peccati del mondo, oggi si guarda con orrore ai debiti del mondo e, come un tempo il giudizio universale, così oggi si profetizza la bancarotta universale dello Stato, sebbene, al tempo stesso, con la fiduciosa speranza di non dovervi assistere.
Alla fine, la fede cieca è il solo tipo di fede.
Amare significa affidarsi completamente, incondizionatamente, nella speranza che il nostro amore desterà amore nella persona amata. Amare è un atto di fede, e chiunque abbia poca fede avrà anche poco amore.
Amore, speranza, paura, fede, queste cose rendono umani; Questi sono i suoi segni e le note e il carattere.
Anche a chi sbaglia con rettitudine occorre prestare fede.
Aver fede è molto meglio che credere. Credere è quando a pensare provvede qualcun altro.
Avere fede significa costruire su ciò che sai essere qui, in modo da poter raggiungere ciò che sai essere là.
Bisogna essere padroni della propria mente senza lasciare che la mente diventi la nostra padrona. Amici miei, risvegliate in voi una profonda fede e lucidate lo specchio della vostra vita senza la minima negligenza, giorno e notte. Conquistate il dominio del vostro io, stringendo abilmente le redini di quel cavallo ribelle chiamato mente.
Bisogna possedere una fede illuminata e convinta, per poter essere illuminanti e convincenti.
Bisognerebbe poter distinguere coloro che si convertirono molto presto, quando l'adesione alla nuova fede era ancora un'avventura eroica, dal gregge che seguì il movimento quando già lo Stato l'approvava dall'alto.
C'è chi è toccato dalla fede e chi si limita a toccare la virtù della speranza.
C'è gente che eredita la fede, come eredita i terreni, il casato, i titoli nobiliari, il denaro, una biblioteca e il castello. Fede per censo, ereditaria.
C'è un'innocenza nella menzogna che è il segno della buona fede in una cosa.
C'è una grande differenza fra il desiderare una cosa ed essere pronti a riceverla. Nessuno è pronto finché non crede di poterla conquistare; lo stato mentale che occorre è la fede, la convinzione, non la semplice speranza o il puro desiderio. Perciò, bisogna tenere sempre la mente aperta, avere una disposizione mentale positiva. Una mentalità chiusa non incentiva la fede, il coraggio e la convinzione.
Cattivo, cattivo tutto ciò che sgrava l'uomo della sua meravigliosa capacità di non comprendere, del suo potere di non potere! Cattiva la fede, e cattivo l'agnosticismo, Cattiva resa.
Cerchiamo di vivere in pace, qualunque sia la nostra origine, la nostra fede, il colore della nostra pelle, la nostra lingua e le nostre tradizioni. Impariamo a tollerare e ad apprezzare le differenze. Rigettiamo con forza ogni forma di violenza, di sopraffazione, la peggiore delle quali è la guerra.
Certamente la fede aiuta a vivere meglio, ma anche i soldi fanno lo stesso effetto, solo che non tutti li hanno.
Certe volte le cose funzionano solo perché sei tu a pensare che funzionino. È una definizione di fede che ne vale tante altre.
Che cos'è il cielo? Dove si trova? Il cielo non si trova né sopra né sotto, né a destra né a sinistra; il cielo è esattamente nel centro del petto dell'uomo che ha fede!
Che cos'è l'uomo più felice senza la fede? Un fiore in un bicchiere d'acqua, senza radici e senza durata.
Chi annette al fatto di essere creduto una tale importanza da garantire il cielo a compenso di questa fede e da garantirlo a chiunque, fosse pure un ladrone crocifisso, costui deve aver sofferto un dubbio orrendo e avere conosciuto ogni specie di crocifissione: altrimenti non comprerebbe a sì caro prezzo i suoi credenti.
Chi cerca di conciliare la ragione con la fede, o non ha sufficiente ragione o non ha abbastanza fede.
Chi ha conservato la fede in Dio non ha perduto niente, quand'anche avesse perduto il resto del mondo.
Chi ha fede muove le montagne; chi ha fede fa proseliti; chi ha fede vince le battaglie.
Chi pensa che la religione riguardi la «fede» non capisce la religione, e non capisce neppure la fede.
Chi pretende di sfuggire l'incertezza della fede, dovrà fare i conti con l'incertezza dell'incredulità.
Chi si sente destinato alla contemplazione e non alla fede, trova tutti i credenti troppo rumorosi e importuni: si mette al riparo da loro.
Chi è senza fede scagli la prima pietra.
Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto.
Ci sono materie nelle quali la ragione non può portarci lontano e in cui dobbiamo accettare le cose per fede. La fede, in quel caso, non contraddice la Ragione, ma la trascende. La fede è una sorta di sesto senso che opera nei casi in cui la ragione non può competere.
Ci vuole davvero una gran fede per nascondersi grossi dubbi.
Colui che ha perso soltanto quelli della cui fede ed autenticità è certo, non ha ancora raggiunto il baratro della desolazione umana.
Come il ferro, la fede è forte, ma anche facile a spezzarsi. Può sopportare l'enorme peso del dubbio, eppure basta una leggera pressione nel punto giusto per stroncarla.
Come l'acqua del fiume, anche noi non possiamo fermarci, dobbiamo trovare la forza di andare avanti con il nostro pesante zaino sulle spalle. Ognuno cammina con le sue forze, con la sua fede, con le sue speranze. Ma a volte la stanchezza fiacca le gambe e l'andare avanti sembra una tortura.
Cosa ci salverà? La fede? Io non voglio avere la fede e non ci tengo a essere salvato.
Credere solo a ciò che è possibile non è fede ma solo filosofia.
Crediamo, soprattutto perché è più facile credere che dubitare, e inoltre perché la fede è la sorella della speranza e della carità.
Credo ancora che noi vinceremo : questa fede ci può dare il coraggio di affrontare le incertezze del futuro. Potrà dare nuovo vigore ai nostri piedi affaticati, mentre continuiamo ad avanzare verso la città della libertà.
Credo che scienza e fede operino su due piani completamente diversi: la scienza si basa sull'esperimento, sull'osservazione e sull'interpretazione dei fatti tramite le conoscenze della fisica, quindi si basa sulla ragione. La fede è invece, per l'appunto, un atto di fede: la fede uno ce l'ha o non ce l'ha.
Dalla fermezza con la quale si pretende l’assoluto rispetto per la propria fede, se ne può dedurre il grado di fragilità.
Dare all'uomo una fede, vuol dire decuplicare la sua forza.
Date agli umani una fede, qualunque essa sia per un dio o per un santo, per un ideale o per un partito politico, per un leader o per una squadra di calcio, e li vedrete accucciarsi quieti e soddisfatti come cani cui è stato appena gettato un osso.
Dite quel che volete del sublime miracolo di una fede senza dubbi, ma io continuerò a ritenerla una cosa assolutamente spaventosa e vile.
Domanda: qual è il contrario della fede? Non l'incredulità. Troppo definitiva, certa, chiusa. Anch'essa una sorta di fede. Il dubbio.
Dubbio è alla base di ogni democrazia, mentre la fede è pur sempre matrice di violenza.
Esiste, sia pure in tante forme diverse, una cultura universalmente umana basata sulla ricerca della verità, sul rispetto della libertà, sulla correttezza logica del ragionamento, sulla distinzione tra ciò che è oggetto di fede e ciò che è oggetto di ragione, tra ciò che compete alla razionalità e ciò che appartiene al sentimento, tra ciò che si può dimostrare e ciò in cui si può credere, tra l'accertamento dei fatti e il giudizio di valore.
Essere irremovibili nella nostra fede anche se non crediamo, perché la vera fede esiste anche quando non si crede.
Far nascere la fede, sia fede religiosa, politica o sociale, fede in un'opera, in una persona, in un'idea, questo, soprattutto, è il compito dei grandi capi. Di tutte le forze di cui la natura dispone, la fede è sempre stata una delle più notevoli, e con ragione il Vangelo attribuisce a essa il potere di sollevare le montagne.
Fede e Speranza fanno tutt'uno: non può sperare chi non crede in nulla, né si può credere se non sperando.
Fede e compassione conducono velocemente alla limpidezza.
Fede e conoscenza rinchiuse nella medesima testa non vanno d'accordo; ci stanno come un lupo e una pecora chiusi nella medesima gabbia: e la conoscenza è il lupo che minaccia di divorare la vicina.
Fede e fiducia sono importantissime, non puoi permetterti di essere presuntuoso.
Fede e incredulità non sono qualità morali, bensì opinioni.
Fede e non fede sono suppergiù la stessa cosa purché facciamo ciò ch'è consueto, utile e accettabile.
Fede e ragione sono i due pilastri sui quali costruire un mondo in cui tutti gli uomini possano veramente sentirsi fratelli, qualunque sia il colore della loro pelle e la geografia dei luoghi in cui sono nati.
Fede o non fede, alla fine dei conti siamo comunque giudicati per le nostre azioni, non per i nostri desideri.
Fede portai al glorioso offizio, tanto ch'io ne perdé li sonni e' polsi.
Fede significa non voler sapere quel che è vero.
Fede vuol dire rendere virtuoso il non pensare. Non c'è niente di cui vantarsi.
Fede è ciò che riempie e muove l'uomo nel fondo proprio, laddove egli, superando se stesso, si congiunge con gli abissi dell'essere.
Fede è credere ciò che sai che non è così.
Fede è sustanza di cose sperate, ed argomento delle non parventi; e questa pare a me sua quiditate.
Fede, amore e attrazione sessuale sono le più potenti di tutte le emozioni positive. Quando sono fuse tutte e tre insieme, hanno l’effetto di "colorare" il pensiero in modo tale da permettergli di raggiungere istantaneamente l’inconscio, dove viene trasformato nel suo equivalente spirituale, l’unica forma che induce una risposta da parte dell’Intelligenza Infinita.
Fede. Credere senza prove a ciò che ci viene detto da uno che parla senza cognizione di causa di cose senza paragone.
Fede. Si chiede dunque la fiducia nell'ignoto inconoscibile, in quanto tale. In quanto tale giacché per poco che questo dio fosse conosciuto, cesserebbe per ciò stesso di essere dio
Finché una causa ha dalla sua parte anche una sola anima che abbia una fede intangibile, non può perire.
Finora la fede non ha potuto ancora spostare nessuna vera montagna, benché qualcuno non so chi l'abbia asserito; ma essa può mettere delle montagne dove non ce ne sono.
Forche, galere, penitenziari prosperano solo all'ombra di una fede di quel bisogno di credere che ha infestato per sempre lo spirito. Il diavolo appare assai scialbo rispetto a colui che dispone di una verità, della sua verità.
Gli uomini quanto più sanno, tanto più dubitano, e quanto sanno meno, tanto più credono. Non è quindi meraviglia, che la chiesa cattolica, bisognosa com'è di fede cieca, raccomandi e favorisca l'ignoranza.
Grande sorte è quella degli astrologi, che più fede gli dà una verità che pronosticano che non gli toglie cento falsità.
Guai se la fede è vecchia di un’ora.
Ho avuto bisogno di credere e ho creduto; ma la mia fede si è trovata inceppata da quando ho cominciato a ragionare; e questo mi è accaduto assai presto, a tredici anni.
Ho dovuto sopprimere il sapere per far posto alla fede.
I due mali contro cui la ragione filosofica ha sempre combattuto e deve combattere ora più che mai, sono da un lato il non credere a nulla; dall'altro la fede cieca.
I grandi sentimenti talvolta assumono le apparenze dell'errore e la grande fede, le apparenze dell'illusione.
I martiri creano la fede, ma la fede non crea martiri.
I principi fondamentali d'un partito sono, per un partito politico in formazione, ciò che per la fede sono i dogmi.
I veri grandi spiriti davanti a Dio sono gli umili, Egli si manifesta più spesso e meglio attraverso la loro ingenua fede anzicchè attraverso la dottrina e gli orgogli degli uomini potenti ed elevati.
Il credente non si lascerebbe strappare la sua fede né tramite argomentazioni né tramite proibizioni. E se anche la cosa riuscisse nel caso di qualcuno, sarebbe una crudeltà. Chi per decenni ha preso sonniferi, naturalmente non può dormire se ne viene privato.
Il credente è uno che manca di fede in sé stesso.
Il cuore, non la ragione, sente Dio; ecco ciò che è la fede: Dio sensibile al cuore, non alla ragione.
Il difficile non è morire per la fede, ma vivere per essa.
Il dubbio non è l'opposto della fede; è un elemento della fede.
Il dubbio si fa più illusioni della fede.
Il dubbio è l'ombra della fede. Senza la capacità di dubitare, non si può essere credenti. È come il coraggio: senza la paura, non si può essere coraggiosi.
Il dubbio è un dolore troppo solitario per sapere che la fede è il suo fratello gemello.
Il miracolo è destinato ad essere creduto da coloro che hanno avuto il dono della fede. E a non esserlo, da coloro che questo dono non l'hanno avuto.
Il mistero più grande, anche e soprattutto per la fede, è l'al di qua, la vita appassionata e fragile, e che il modo più profondo di pregare è partecipare con amore e umiltà alla sua breve parabola.
Il modo di vedere attraverso la fede è di chiudere l'occhio della ragione.
Il neofita sente il dovere di difendere fanaticamente la fede che ha abbracciato. Nel paranoico abbiamo esattamente la stessa condizione: egli si sente costretto a difendersi contro ogni critica esterna perché il suo sistema delirante è fortemente attaccato all'interno.
Il peccato originale è la fede.
Il perdono è come la fede. Devi continuare a ravvivarla.
Il piacere che consiste nel desiderio è cosa morta, come è morta la fede senza opere.
Il potere assoluto e la fede assoluta sono strumenti di disumanizzazione. Dunque la fede assoluta corrompe in modo altrettanto assoluto quanto il potere assoluto.
Il pregiudizio, parola sporca, e la fede, parola pulita, hanno qualcosa in comune: cominciano entrambi là dove finisce la ragione.
Il primo che riuscì a elevare la "fede" a virtù, dev'essere stato un temerario.
Il rimanere fedele alla propria fede si dice perseveranza, se la fede è ortodossa; ostinazione, se è eretica.
Il segreto per fare in modo che qualcosa funzioni nella vostra vita è, prima di tutto, un profondo desiderio di farla funzionare, poi la fede e la convinzione che possa funzionare; poi il mantenere quella visione chiara e definita nella vostra consapevolezza e di vederla funzionare passo dopo passo, senza il minimo dubbio o incredulità.
Il sentiero della fede più solida passa attraverso la spessa foresta dello scetticismo.
Il subconscio non fa distinzione tra impulsi costruttivi e distruttivi. Essa lavora col materiale che gli passiamo, attraverso gli impulsi del nostro pensiero. La mente subcosciente tradurrà in realtà un pensiero guidato dalla paura, così come tradurrà in realtà un pensiero guidato dal coraggio o dalla fede.
Il suo equipaggiamento è composto di tre cose: fede, speranza e amore. Se queste tre cose sono presenti, egli non ha alcuna esitazione nell’andare avanti.
Il teismo è così confuso e gli enunciati in cui compare 'Dio' sono così incoerenti e impossibili da verificare o da falsificare, che parlare di credenza o meno, di fede o meno, è logicamente impossibile.
Il vero uomo di fede è uno che si fida della vita e quindi le sorride, da qui il permanente sorriso che contrassegna gli spirituali, il cosiddetto «mezzo sorriso».
Illusione. La madre di una rispettabilissima famiglia che comprende Entusiasmo, Affetto, Abnegazione, Fede, Speranza, Carità e tanti altri bei figli e figlie.
In un realista non è la fede a nascere dal miracolo, ma è il miracolo a nascere dalla fede.
Innesta all'Intelligenza la fede: sarà come quando smuore la luna e nasce il sole.
Io ho una grande fede nei matti, fiducia in me stesso la chiamano i miei amici.
Io non credo in chi parla agli altri della propria fede, specialmente se a scopo di conversione. La fede non ammette parole. Bisogna viverla e solo allora potrà accadere che si propaghi da sé.
L'amore è fede e non scienza.
L'amore è simile al denaro, alla fede, alla fortuna ed è chiaro che non avere questi doni è una grave sciagura; forse è per questo che tutti i grandi imbecilli di successo non hanno di questi problemi.
L'amore è un atto di fede.
L'elemento di ogni conoscenza e attività umana è la fede. Nasciamo tutti nella fede e dobbiamo rimanere nella fede, proprio come nasciamo tutti nella società e dobbiamo rimanere nella società.
L'essenza della fede è di essere ciò che l'uomo desidera egli desidera essere immortale, dunque è immortale; egli desidera che vi sia un'essenza che può tutto ciò che per la natura e per la ragione è impossibile, dunque una tale essenza esiste.
L'etica e la moralità sono del tutto indipendenti dalla fede, e non possono derivarne.
L'incredulità resiste più della fede, perché si sostenta dei sensi.
L'incredulità è un accidente, la fede sola è lo stato permanente dell'umanità.
L'ironia è facile, la fede difficile, e nessuno si fa beffe di te se ironizzi, tutti son pronti a schernirti se reciti un atto di fede.
L'opposto dell'amore non è odio, è indifferenza. L'opposto dell'arte non è il brutto, è l'indifferenza. L'opposto della fede non è eresia, è indifferenza. E l'opposto della vita non è la morte, è l'indifferenza.
L'oscurità della fede è una prova della sua perfezione. È oscura per il nostro spirito perché oltrepassa infinitamente la sua debolezza.
L'ostia è una pillola per la fede.
L'uomo che ha fede è fortunato. Chi non ha fede è una persona cui manca qualcosa nel profondo della sua esistenza.
L'uomo felice non abbisogna di fede.
L'uomo si distrugge con la politica senza princìpi, col piacere senza la coscienza, con la ricchezza senza lavoro, con la conoscenza senza carattere, con gli affari senza morale, con la scienza senza umanità, con la fede senza sacrifici.
L'uso della Scienza ha bisogno di valori. La più grande e genuina sorgente di valori è la Fede.
La buona fede, la buona fede. Ma tutti i fanatici sono in buona fede.
La conoscenza muore se non è condivisa e anche la fede.
La conoscenza è fatta di una materia più dura di quella della fede sicché, quando si urtano, è la fede a spaccarsi.
La differenza fra il teorico della fede e il credente è grande quanto quella fra lo psichiatra e il matto.
La fede certamente ci dice quello che i sensi non possono, ma non il contrario di quello che vedono; è al di sopra, non contro di loro.
La fede che crede che tutto è nelle mani di Dio ci dona la felicità.
La fede che non agisce può dirsi sincera?
La fede che non agisce è una fede sincera?
La fede che non dubita non è fede.
La fede che riesce a fiorire solo nel bel tempo è di scarso valore. Perché la fede abbia un qualche valore, deve saper sopravvivere alle prove più dure.
La fede che si basa sull'autorità non è fede.
La fede coglie la verità molto prima dell'esperienza.
La fede comincia appunto là dove la ragione finisce.
La fede consiste nel non rinnegare nelle tenebre quello che si è intravisto nella luce.
La fede consiste nella volontà di chi crede.
La fede consiste soprattutto nel non credere (ai sensi, alla ragione...) o almeno nel diffidare di queste fonti al punto che qualsiasi cosa inintelligibile o inosservabile diventa più credibile di quel che si vede o si deduce.
La fede dei fanciulli e di molti uomini è una pura questione di geografia.
La fede dell’uomo in Dio non è un dimostrare razionale né un sentire irrazionale e neppure un atto decisionistico della volontà, bensì un fidarsi fondato e, in questo senso, ragionevole.
La fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s'innalza verso la contemplazione della verità.
La fede in Dio è un istinto, un istinto naturale per l'uomo, come la sua posizione eretta. Non avere questa fede è contro natura, come è contro natura per l'uomo la posizione curva.
La fede in una Missione Divina è una delle tante forme di certezza che hanno afflitto la razza umana.
La fede in una santa causa è in buona parte un sostituto alla perdita della fede in noi stessi.
La fede incapace di ridere di sé stessa deve dubitare della propria autenticità.
La fede muove le montagne, ma devi continuare a spingere mentre stai pregando.
La fede nell'esistenza di Dio e la negazione dell'esistenza di Dio hanno un punto in comune: il desiderio di Dio.
La fede nell'opinione pubblica diventa in quelle contrade una specie di religione, e la maggioranza è il suo profeta.
La fede nelle cose del mondo è il conforto dei giovani e la fede in Dio quello dei vecchi.
La fede non può essere qualcosa di disincarnato dalla nostra vita quotidiana, perché è una risposta molto concreta a quelli che sono i grandi interrogativi dell’esistenza.
La fede non si può comprendere; il massimo a cui si arriva è poter comprendere che non si può comprendere.
La fede non è che una vanità tra le altre e l'arte di ingannare l'uomo sulla natura del mondo.
La fede non è un fiore delicato, destinato ad appassire al minimo accenno di brutto tempo. La fede è come le montagne dell'Himalaya, che non possono modificarsi in alcun modo. Non c'è tempesta che possa smuovere le montagne dell'Himalaya dalle proprie fondamenta.
La fede non è una virtù secolare: non si può andare al supermarket a comprare la fede e neppure prendere la laurea in fede. Essa nasce e cresce sul terreno fertile dell’etica e dell’amore.
La fede sale le scale che l'amore ha costruito e guarda dalla finestra che la speranza ha aperto.
La fede senza l'azione è morta.
La fede senza le opere è morta.
La fede si può definire un'illogica fiducia nel verificarsi dell'improbabile.
La fede si può promuovere soltanto in modo indiretto, precostituendo, con largo anticipo, condizioni opportune, vale a dire preparandole un terreno adatto su cui possa allignare bene; quel terreno è l'ignoranza.
La fede solleva le montagne, è vero: delle montagne di assurdità.
La fede sposta le montagne.
La fede è 'l'elisir eterno' che dà la vita, il potere e l'azione all'impulso del pensiero.
La fede è al servizio della vita, non viceversa.
La fede è bella, coltivatela, ma non spacciatela per la verità.
La fede è come l'amore: non si può ottenerla con la forza.
La fede è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono.
La fede è il ponte senza pilastri che porta ciò che vediamo verso la scena invisibile, troppo tenue per l'occhio.
La fede è il tappo della ragione.
La fede è immaginazione spiritualizzata.
La fede è inestirpabile. È fuori discussione che la fede sia inestirpabile. Basta vedere come nei regimi dispotici nessuno riesca a cancellare l’uomo che prega.
La fede è l'abbandono alla Divina Provvidenza dopo aver fatto quello che dipende da noi.
La fede è l'assenza di prova.
La fede è l'eroismo dell'intelletto.
La fede è l'uccello che sente la luce e canta quando l’alba è ancora oscura.
La fede è la fiducia, la garanzia, la verità rinvigorente, la conoscenza.
La fede è la più alta passione d’ogni uomo. Ci sono generazioni di uomini che arrivano ad essa, ma nessuno va oltre.
La fede è quanto di più complesso io conosca. Si suppone che crediamo tutti alla stessa cosa in diversi modi. è come se mangiassimo nello stesso piatto con cucchiai di vario colore.
La fede è sonno. Il dubbio è brama. La ricerca è opera. Il numero degli operai è scarso.
La fede è speranza. L'uomo che abbandona questa speranza non è un uomo, è un disperato.
La fede è un capitale domestico e segreto. Come esistono casse di risparmio e di sovvenzione dalle quali si attinge nei giorni del bisogno per dare ai singoli il necessario, da quel capitale è il credente stesso che riscuote in silenzio i suoi interessi.
La fede è un crampo, una paralisi, un’atrofia della mente in certe posizioni.
La fede è un mistero, l'amore è un mistero, la morte è un mistero! Comunque a me i misteri non sono mai piaciuti.
La fede è un'oasi nel cuore, dove non giungerà mai la carovana del pensiero.
La fede è una corda alla quale si rimane appesi, quando non ci si impicca.
La fede è una forza che si prende per una verità.
La fede è universale. Sono arbitrarie le interpretazioni specifiche che ne diamo.
La fede è uno stato mentale che può essere indotto, o creato, da affermazioni o istruzioni ripetute al proprio subconscio, attraverso il principio dell'autosuggestione.
La fede, come ogni altro corpo in movimento, segue il percorso della minor resistenza.
La fede, così come l'amore, non passa attraverso la ragione.
La fede, la credenza non possono coesistere con un certo sviluppo intellettuale, e con una certa condizione attuale di presenza di questa "libertà" intellettuale.
La fede, questa volontà di far sì che qualcosa sia vero, è dunque identica alla volontà del falso. Cavarsi gli occhi per vederci più chiaro.
La fede: una credenza assurda nell’eventualità dell’improbabile.
La fedeltà è ciò che resta della fede quando la si è perduta.
La forte fede dimostra solo la sua forza, non la verità della cosa creduta.
La frontiera dell'Invisibile è nella fede e non nella realtà.
La lealtà è una virtù, ma solo quando si basa su dei principi. La lealtà concessa senza riserve a una causa, a una fede o a un individuo è cosa negativa, perché per sua stessa natura viene con troppa facilità trasformata in uno strumento per agire male.
La mancanza di fede è un difetto che dovrebbe essere nascosto quando non può essere superato.
La mente intelligente è una mente curiosa: non è soddisfatta delle spiegazioni né dalle conclusioni, e non si abbandona alla fede, perché anche la fede è una forma di conclusione.
La mia fede è stata la forza trainante della mia vita. Penso sia importante che le persone che sono conosciute come liberali non abbiano paura di parlare di morale e di valori della comunità.
La nostra fede in altri rivela in che cosa noi vorremmo credere di noi stessi.
La nostra fede è fede nella fede di qualcun altro, e questo è il caso soprattutto delle cose più importanti.
La nostra mente ordinaria cerca sempre di persuaderci che non siamo altro che ghiande e che la nostra più grande felicità stia nel diventare delle ghiande più grandi e brillanti; ma questo interessa solo i maiali. La nostra fede ci dà la conoscenza di qualcosa di meglio: il poter diventare degli alberi di quercia.
La parte principale della fede è la pazienza.
La paura è la madre della fede e l'abitudine la sua balia.
La perfezione è il più grave errore del burocrate e dell'uomo: la ricerca dell'equilibrio diventa fede in una verità dogmatica.
La psicoanalisi ci ha insegnato a riconoscere l’interconnessione esistente tra complesso paterno e fede in Dio, ci ha indicato che il Dio personale non è altro, psicologicamente, che un padre innalzato, e ci pone ogni giorno sotto gli occhi i casi di giovani che perdono la fede religiosa appena vien meno in loro l’autorità paterna.
La questione religiosa non è solo un problema di intelligenza o di fede, ma è la questione di tutta la vita.
La ragione e la fede sono le due sponde dello stesso fiume.
La ripetizione di affermazione di ordini al tuo subconscio è l'unico metodo conosciuto di sviluppo su base volontaria dell'emozione della fede.
La scienza esige umiltà intellettuale esattamente come la verità di fede.
La scienza è nata da un atto di fede.
La superstizione della scienza si fa beffa della superstizione della fede.
La tua bontà, il tuo dovere, la tua fede: eccole le sbarre della prigione in cui sei rinchiuso.
La vera spiritualità non consiste in una fede o in una credenza fisse, ma nel nobilitare l'anima nostra, sollevandoci al di sopra delle barriere della vita materiale.
La verità è che gli uomini animati da una fede comune non hanno nulla di più urgente che sterminare quelli che la pensano diversamente, soprattutto se la differenza è minima.
La vita è dubbio e la fede senza dubbio non è altro che morte.
Lavorare senza la fede è come tentare di raggiungere il fondo di un pozzo senza fondo.
Le dottrine di fede, fondate su autorità, miracoli e rivelazione, sono un sussidio adatto solo all'età infantile dell'umanità.
Le grandi fedi, per affermarsi, hanno bisogno di grandi persecuzioni.
Le metafisiche sono surrogati della fede.
Le proverbiali montagne che la fede muove non sono niente in confronto a ciò che fa la volontà.
Lo scetticismo è l'inizio della fede.
Lo spirito umano, che si dibatte nel finito, non fa che cercare l'infinito. E lo cerca in tutti i modi, a cominciare dalla fede, per finire nelle superstizioni.
Mi rifiuto di dimostrare che esisto - dice Dio - perché la dimostrazione è una negazione della fede, e senza la fede io non sono niente.
Morire per la propria fede è il peggior uso che un uomo possa fare della sua vita.
Negli affari del mondo la salvezza non viene dalla fede, ma dalla diffidenza.
Negli affari di questo mondo gli uomini si salvano non per la fede, ma per la diffidenza.
Nei cosiddetti credenti si manifesta costantemente la tendenza a disprezzare le testimonianze dei nostri sensi, le deduzioni della nostra ragione, e a sostituire un sapere per quanto problematico con la fede, che talvolta, con notevole presunzione, essi amano definire la vera fede, come se questa fosse meno problematica.
Nel momento in cui dubiti di poter volare, perdi per sempre la facoltà di farlo. Il motivo per cui gli uccelli, a differenza degli esseri umani, sono in grado di volare, risiede nella loro fede incrollabile, perché avere fede vuol dire avere le ali.
Nell'atto di fede c'è sempre un momento in cui bisogna chiudere gli occhi e buttarsi in acqua con cuore intrepido e senza garanzia apparente.
Nella fede e nella speranza il mondo è in disaccordo, ma tutta la preoccupazione del genere umano sta nella carità.
Nella fede l'adesione non è causata dal pensiero, ma dalla volontà.
Nessun raggio di sole va perduto, ma il germoglio che esso risveglia ha bisogno di tempo per spuntare. Non sempre è concesso al seminatore di partecipare al raccolto. Ogni opera che abbia valore è frutto di fede.
Nessuna fede, nessun Dio è più forte del denaro. Quello è il vero, unico Dio.
Nessuna verità, ma la Fede, è ciò che mantiene vivo il mondo.
Noi viviamo grazie a Dio, in un’epoca senza fede.
Non bisogna giurare per gli dèi; bisogna, infatti, cercare di rendere se stessi degni di fede.
Non c'è fede che richieda maggior coraggio di quella nella possibilità di vivere senza averne alcuna.
Non c'è fede più grande della fede cieca nelle parole.
Non c'è fede senza malafede.
Non c'è fede tanto disgustosa da prevenirne una più disgustosa.
Non dobbiamo né pensare male degli altri, né sospettare gli altri di pensare male di noi. L'inclinazione a prestare orecchio alle cattive dicerie è un segno di mancanza di fede.
Non esiste una cosa come la mancanza di fede. Noi tutti siamo pieni di fede, è solo che abbiamo fede nelle cose sbagliate. Abbiamo fede in ciò che non può essere fatto piuttosto che in quello che possiamo fare. Abbiamo fede nella scarsità piuttosto che nell’abbondanza, ma non c’è mancanza di fede. La fede è una legge.
Non fidarti di nessuno, poichè i giuramenti sono pagliuzze e la fede degli uomini è di pasta frolla, e "tieni duro" è il solo cane che valga qualche cosa.
Non ho abbastanza fede nella natura umana per essere anarchico.
Non l'amore, non i soldi, non la fede, non la fama, non la giustizia... datemi solo la Verità.
Non parlare mai di sconfitta. Utilizza parole come speranza, credere, fede, vittoria.
Non posseggo la fede, per mia fortuna. Se l'avessi, vivrei nella paura costante di perderla. Quindi, lungi dall'aiutarmi, essa mi nuocerebbe soltanto.
Non si arriva alla fede che per una sola via, per quella del dolore.
Non si dimostra la propria fede bruciando un uomo, ma facendosi bruciare per essa.
Non è che abbiamo perso la fede: l'abbiamo semplicemente trasferita da Dio alla professione medica.
Non è per il momento in cui sei bloccato che hai bisogno di coraggio, ma per il lungo cammino in salita per tornare alla salute e alla fede e alla sicurezza.
Né anarchia né tirannia; abbiate fede nella medietà.
O non ci vedete o fingete di non vederci. Ogni fede ha come ausiliaria la malafede.
O si ha fede o si ha paura.
Ogni fede viene messa alla prova mediante i suoi effetti pratici nella vita. Se è vero che l'ottimismo permette al mondo di andare avanti e che il pessimismo lo rallenta, allora è pericoloso propagare una filosofia pessimista.
Ogni nuova fede comincia con un'eresia.
Ogni nuova fede comincia con un'eresia.
Ogni pensiero aggressivo che formuliamo è un ladro. Ogni nostra mancanza di fede è un criminale. Ogni volta che ascoltiamo con atteggiamento critico e non col cuore siamo fuori strada.
Ognuno deve coltivare dentro di sé una serie di qualità che possono sembrare in contraddizione, come per esempio: innocenza, autocontrollo, fede, audacia... Attivare la magia richiede molto coraggio, anche una certa purezza e un profondo lavoro su se stessi.
Passare dai fantasmi della fede agli spettri della ragione è solamente un cambiare di cella.
Per chi cerca di vivere veramente la fede, non c’è il normale, c’è il grande e basta.
Per conoscere la religione di una persona non dobbiamo ascoltare la fede che dice di professare, ma dobbiamo trovare il suo tipo di intolleranza.
Per crescere è indispensabile sentire di appartenere a qualcosa e a qualcuno: un amore, un’ideologia, una bandiera, una fede, un amico, un maestro, un mito.
Per la maggior parte della gente il non credere ad una cosa è basato sulla fede cieca in qualche altra cosa.
Per mancanza di intraprendenza e fede gli uomini sono ciò che sono, impegnati a comprare e vendere, e passando la vita come servi.
Persa la fede e morto l'onore, l'uomo è spacciato.
Potreste cavarmi gli occhi, ma questo non potrebbe uccidermi. Potreste tagliarmi il naso, ma nemmeno questo mi ucciderebbe. Distruggete, invece, la mia fede in Dio, e sarò morto.
Punti di vista: credere che un gatto nero che ci attraversi la strada porti sfortuna è superstizione; credere che una donna “sempre vergine” abbia concepito il “figlio di dio” per opera dello “spirito santo” è fede.
Puoi fare molto poco con la fede, ma non puoi fare nulla senza di essa.
Qualsiasi fede rende insolenti: acquisita di recente, inasprisce gli istinti peggiori.
Qualunque ideologia o fede che non sia insaporita dall'odio non ha alcuna possibilità di successo popolare. Per essere veri credenti bisogna essere campioni d'odio.
Quando arrivi all'orlo di tutta la luce che conosci, e stai per saltare nell'oscurità dell'ignoto, la fede è sapere che accadrà una delle due cose: ci sarà qualcosa di solido su cui appoggiarsi, o ti verrà insegnato a volare.
Quando l'incredulità diventa una fede, è meno ragionevole di una religione.
Quando non si è sinceri bisogna fingere, a forza di fingere si finisce per credere; questo è il principio di ogni fede.
Quando si ha voglia di bere sembra che si berrebbe un mare intero: questa è fede; e quando si comincia a bere non si bevono più di due bicchieri: questa è scienza.
Quando si perde la fede, si comincia ad acquistare la ragione.
Quante cose soltanto ieri ci servivano da articoli di fede, che oggi consideriamo soltanto favole?
Quelli di poca fede sono poco odiati.
Ragione e fede non sono in antitesi. Esse sono entrambe doni di Dio. Colui che ha fatto il mondo ci ha dato un privilegio unico: quello della ragione. Usando la ragione nella sfera immanentistica, l’uomo scopre la logica matematica e la scienza. Usandola nella sfera della nostra esistenza trascendentale, l’uomo scopre la teologia.
Resto ottimista, non perché possa dimostrare che il bene stia trionfando, ma perché ho una fede incrollabile che il bene alla fine deve trionfare.
Scienza e fede non sono rivali. La fede cerca, la religione interpreta. La scienza dà all'uomo una conoscenza che è potenza: la religione gli dà una sapienza che è controllo. La scienza si occupa soprattutto dei fatti; la religione si occupa soprattutto dei valori.
Scienza vuol dire studio della logica del Creato. Ha inizio con un atto di fede e continua attraverso l’uso della ragione applicata alla sfera dell’immanente.
Se l'uomo non condivide la nostra fede, diciamo che è matto e tutto è a posto. Cioè, tutto è a posto oggi, perché non possiamo più bruciarlo.
Se la fede non facesse felici, non sarebbe creduta: quanto poco essa varrà dunque!
Se la ragione ci è stata offerta dal cielo e lo stesso si può dire della fede, allora il cielo ci ha presentato due doni incompatibili e contraddittori.
Se la stella dell'amore brilla sopra un cranio, io credo che anche le mascelle, che paiono spolpate per ghignare all'uomo col cinismo del materialista, possono sorridere a Dio col sorriso della fede.
Se pensi di poter vincere, puoi vincere. La fede è necessaria alla vittoria.
Se tutta la dottrina di Gesù fosse stata la fede a una prossima fine del mondo, ora dormirebbe certamente nell'oblio.
Se un uomo ha una fede robusta può indulgere al lusso dello scetticismo.
Se vuoi serbar fede intera alla verità e alla giustizia, non giurar fedo a nessun partito.
Senza fede non potremmo accettare né concepire la morte.
Senza fede è colui che dice addio quando la strada si fa buia.
Senza la fede, la vita è come il cielo notturno, un trilione di asterischi e nessuna spiegazione.
Senza libera e asciutta sobrietà laica non c'è vera fede né vero amore per la vita.
Si compiange il cieco che non ha mai visto i raggi del sole, il sordo che non ha mai udito gli accordi della natura, il muto che non ha mai potuto rendere la voce della sua anima e, per un falso pudore, non si vuol compiangere quella cecità del cuore, di quella sordità dell'anima, di quel mutismo della coscienza che rendono folle un'infelice e, suo malgrado, la fanno incapace di vedere il bene e di parlare il puro linguaggio dell'amore e della fede.
Si può chiamare fede un omaggio all'ignoto? Deo ignoto. Niente di più interessato di questa fede. E in quanto essa è così verace e così vivace, perché dice così ingenuamente: Ho paura. Spero. Voglio credere.
Sii il primo ad aver fede nel tuo ideale, se desideri che gli altri credano in esso. Se non rispetti tu stesso il tuo ideale, gli altri non lo rispetteranno.
Solo chi ha fede in sé stesso può essere fedele agli altri.
Solo il miscredente può misurare appieno la felicità della fede.
Solo la consapevolezza raggiunta nell'inseguire la struggente luce interiore ci permette di comprendere cosa sia la fede.
Speranza e carità non sono nulla senza la fede.
Tanto più avanza l'ulteriore evoluzione del genere umano, tanto più certo mi sembra quel sentiero verso la genuina religiosità che non si adagia sulla paura della vita, sulla paura della morte e sulla fede cieca.
Tenete sempre in mano lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno; prendete anche l'elmo della salvezza e la spada dello Spirito, cioè la parola di Dio.
Togliete l'odio da alcune persone, e avrete uomini senza fede.
Tu presti fede a quel che senti dire. Ma dovresti credere a quanto non vien detto: il silenzio dell'uomo si accosta alla verità più della sua parola.
Tu puoi costantemente osservare che la fede e la scienza si mantengono come i due piattelli di una bilancia: quanto più l'uno s'innalza, tanto più l'altro si abbassa.
Tutto il denaro è una questione di fede.
Un ideale nella vita è indispensabile. Ci vuole una fede, uno scopo. Così si dice. È un modo di alludere all'orrore che si prova davanti al puro fatto di esistere.
Un matrimonio, dei figli, un impiego, una fede, pochi dubbi e tanta, tanta soddisfazione: ecco la ricetta della mediocrità.
Un uomo che ha fede è un uomo al quale è precluso il rimedio del suicidio.
Un uomo di fede non può sfuggire ai sacrifici e deve pagar di persona. Altrimenti non è un uomo di fede.
Un uomo senza fede è come una goccia separata dall'oceano e destinata a perire. Ogni goccia, finchè‚ è nell'oceano, partecipa della sua maestà e ha l'onore di darci l'ozono della vita.
Un'ombra di dubbio già rende la fede un assurdo, anzi in qualche modo la annulla, mentre occasionali accessi di fede non recano alcun danno sostanziale al dubbio, al contrario sembrano appunto legittimarlo.
Una delle cose che ho imparato nel modo più duro è che non paga essere scoraggiati. Tenersi impegnati e fare dell’ottimismo un modo di vita può ristabilire la tua fede in te stesso.
Una fede ceca può essere rassicurante, ma paralizza la ragione e le capacità produttive, fermando l'evoluzione intellettuale.
Una fede cieca può produrre conseguenze nefaste quanto l’amore cieco.
Una fede lieve e pesante come la mannaia di una ghigliottina.
Una fede perfetta ci solleverà completamente sopra la paura.
Una fede tiene tanta compagnia. Più di un labrador.
Una persona con una fede ha lo stesso potere sociale di novantanove che hanno solo interessi.
Una volta pensavo che l'amore non fosse altro che felicità immensa. Ora so che è anche preoccupazione e dolore, speranza e fede.
Una volta spezzata, non si può più ricostruire una fede.
Uomini che non hanno la fede, come me, si appoggiano a piccoli fantasmi. Perciò frugo con ammirazione nella scrittura sacra la presenza del più colossale dei fantasmi, la divinità.
Vana e folle è la pretesa di certi uomini che affermano la propria fede essere più scientifica di quella di altri. Fede e scienza non hanno nulla di comune, ed in quella non può esservi più o meno di questa.
Vive più fede nell'onesto dubbio che in metà delle religioni.
È bastato che credessero i nostri padri. Essi hanno esaurito la facoltà delle fede della specie. Il loro lascito per noi è lo scetticismo di cui avevano paura.
È evidente che chiunque ne ha bisogno per la sua felicità, per la sua vita, deve rinunciare alla ragione, e ritornare se può, alla fede ingenua, cieca, stupida; ripetere con Tertulliano e con tutti i credenti sinceri queste parole che riassumono la quintessenza stessa della teologia: Credo quia absurdum. Allora ogni discussione cessa, e rimane la stupidità trionfante della fede.
È facile, terribilmente facile scuotere la fede che un uomo ha in se stesso. Approfittarsi di questo per spezzare lo spirito di un uomo è opera del demonio.
È fuori di dubbio che le dottrine della fede basate sull'autorità, sul miracolo e sulla rivelazione, sono un ripiego unicamente adatto all'infanzia dell'umanità.
È giusto anche verso il nemico chi agisce secondo la sua buona fede.
È l'aratro che traccia il solco, ma è la spada che lo difende. E il vomere e la lama sono entrambi di acciaio temprato come la fede dei nostri cuori.
È la fede degli amanti come l'araba fenice: che vi sia, ciascun lo dice, dove sia, nessun lo sa.
È la fede quella che fa gli eretici. Non ci sono più eresie in una religione morta.
È la mancanza di fede che rende le persone paurose di accettare una sfida, e io ho sempre avuto fede: infatti, credo in me.
È meglio prestar fede ai più che non ai singoli.
È nella disponibilità a correre dei rischi che si manifesta la nostra fede.